Geopolitica e corridoi di trasporto
I progetti logistici internazionali hanno svolto, in ogni epoca storica, un ruolo fondamentale nel determinare gli equilibri di potere, insieme ad altre dinamiche del sistema economico-politico mondiale. Quando il desiderio di accesso a mercati diversi si unisce alle preoccupazioni per la sicurezza del transito, le catene di approvvigionamento che funzionano in modo efficiente diventano parte integrante sia dell'economia che della sicurezza. Per questo motivo, quando si parla di corridoi di trasporto, vengono in mente sia la cooperazione che la competizione e, naturalmente, questa situazione coinvolge anche i calcoli di potere geopolitico.
Tra gli attuali corridoi di trasporto internazionali, quello di cui si parla di più è senza dubbio la Belt and Road Initiative (BRI), proposta dall'amministrazione cinese per rendere sostenibile il commercio tra Asia ed Europa.
Questa iniziativa infrastrutturale, basata su fondi da trilioni di dollari, occupa un posto molto importante anche sul piano geopolitico.
Attraverso la BRI, si mira a una maggiore integrazione tra oltre settanta paesi che rappresentano più della metà della popolazione e dell'economia mondiale. L'iniziativa prevede la costruzione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità, autostrade, porti, oleodotti e gasdotti, nonché moderne infrastrutture di telecomunicazione.
Nell'ambito della BRI, esistono sottoprogetti che coinvolgono diversi paesi. Si punta ai mercati europei attraverso i collegamenti Cina-Mongolia/Kazakistan-Russia, Cina-Asia Centrale-Asia Occidentale, Cina-Kazakistan-Transcaucasia, nonché attraverso la Bielorussia e la Turchia.
Il corridoio Cina-Pakistan occupa invece un posto a sé. Mentre il trasporto di merci cinesi verso l'Europa via mare richiede 40 giorni, con le linee ferroviarie è possibile dimezzare questo tempo. Inoltre, le ferrovie riducono i costi di trasporto rispetto al trasporto aereo di cinque volte.
La BRI non è solo un'iniziativa di collegamento fisico, ma anche digitale! La Via della Seta Digitale si basa sulla visione cinese di trasmissione di energia wireless, infrastrutture in fibra ottica, utilizzo del 5G, data center, reti mobili e città intelligenti tra i paesi della regione.
Sotto la guida dello Stato cinese, le grandi aziende tecnologiche del paese progettano progetti per i paesi della regione. D'altra parte, gli Stati Uniti giocano una carta di bilanciamento proponendo l'iniziativa del Corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC) contro la BRI. Secondo questo piano, le merci caricate dall'India saranno trasportate via mare prima nella Penisola Arabica, da lì via terra in Israele e poi di nuovo via mare verso l'Europa.
Sebbene questo progetto non sia operativo e abbia una bassa probabilità di realizzazione, è importante in quanto riflette l'obiettivo di mettere in risalto l'India contro la Cina e di alleggerire gli stretti strategici per gli interessi geopolitici anglosassoni. Un'altra iniziativa più concreta, incentrata sull'India e situata geograficamente ancora tra l'Asia e l'Europa, è il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC) tra Russia e India.
Inoltre, la 'Rotta del Mare del Nord' ha un'importanza particolare grazie alla regione artica, che sta diventando sempre più rilevante, e al trasporto che sta diventando possibile in determinati mesi dell'anno con lo scioglimento dei ghiacci. L'unico svantaggio di questa rotta, che è sia breve che sicura tra Europa e Asia, è che per ora non può essere utilizzata in ogni momento dell'anno. Si prevede che questo nuovo percorso ridurrà la rotta marittima Asia orientale-Mediterraneo orientale, che utilizza il Canale di Suez, da 21.000 chilometri a 12.800 chilometri, accorciando il tempo di transito di 10-15 giorni.
Nella vasta geografia eurasiatica, il bacino del Caspio si trova nel punto di incontro dei corridoi di trasporto e commerciali sia sull'asse 'Est-Ovest' che su quello 'Nord-Sud'. Per questo motivo, il Caspio si sta trasformando in un campo di gioco che racchiude il potenziale per generare influenza oltre la regione nel quadro della competizione tra grandi potenze. Infatti, nel commercio tra Europa e Cina, esistono anche rotte che passano attraverso l'Asia centrale e il Caspio.
Nel Mar Caspio, attira l'attenzione il trasporto effettuato con volumi in aumento negli ultimi anni tra Turkmenistan, Kazakistan e Azerbaigian. Esistono diverse denominazioni per questo percorso, il cui nome ufficiale è "Rotta di trasporto internazionale transcaspica (Trans-Caspian International Transport Route)". La più utilizzata tra queste è il Corridoio Centrale. Sebbene a volte venga utilizzato sia per progetti che passano attraverso l'Iran che per quelli che attraversano il Caspio, il concetto di Corridoio Centrale, ufficialmente dichiarato dalla Turchia, si riferisce al collegamento Turchia-Georgia-Azerbaigian, in particolare alla ferrovia Kars-Tbilisi-Baku, e a ciò che si trova oltre il Caspio.
Inoltre, in questo contesto viene valutato anche il trasporto che parte dai paesi dell'UE, attraversa il Mar Nero (bypassando la Turchia) e poi prosegue attraverso la Georgia e l'Azerbaigian verso la sponda orientale del Caspio. Questo percorso, che include mezzi di trasporto multimodali come mare, ferrovia e strada, si sta sviluppando negli ultimi anni. Anche l'integrazione del mondo turco sta accelerando grazie a questo.
Poiché ridurre la crescente importanza del Caspio nel commercio tra Asia ed Europa solo ai progetti sull'asse Est-Ovest lascerebbe il quadro incompleto, è necessario dare un'occhiata agli sviluppi sull'asse Nord-Sud e, di conseguenza, all'INSTC.
I lavori ufficiali per il suddetto corridoio, che si estende dalla Russia all'India attraverso il passaggio del Caspio e il transito in Iran, proseguono ininterrottamente da cinque anni. Il fatto che la guerra in Ucraina abbia cambiato le rotte di approvvigionamento energetico e commerciali emerge anche qui.
La Federazione Russa, il cui commercio con l'Europa è stato interrotto a causa della guerra e delle sanzioni, è costretta a ridefinire il proprio orientamento geopolitico e si concentra sullo sviluppo dell'infrastruttura dell'INSTC di 7.000 chilometri nella geografia che si estende dai propri territori verso il sud dell'Asia.
In effetti, nelle condizioni attuali, per raggiungere i porti indiani, una nave che parte dai porti settentrionali della Russia percorre la rotta attraverso le coste atlantiche, il Mediterraneo e il Canale di Suez in 30-45 giorni; esiste invece il potenziale per coprire la distanza in 15-24 giorni attraverso il "Sistema idrico profondo unificato della Russia europea", che include il Volga, il passaggio del Caspio verso l'Iran e, dal porto di Bandar Abbas o Chabahar nel sud dell'Iran, verso l'India. Naturalmente, il problema più importante qui è la situazione dell'Iran e lo stato di guerra.
Non sarebbe corretto affermare che i giganteschi progetti di trasporto siano pianificati esclusivamente per motivi economici. Dietro le iniziative ci sono anche obiettivi politici. Ad esempio, mentre nella BRI si cerca di integrare i paesi della regione nel sistema cinese, si vuole garantire cooperazione e coordinamento contro possibili minacce alla sicurezza. In questo modo, si vuole evitare che i paesi vicini, che attirano investimenti beneficiando della crescente prosperità della Cina, diventino fonte di qualsiasi instabilità politica. Gli Stati Uniti, d'altra parte, colgono ogni opportunità per non lasciare completamente la regione al loro principale rivale, costruendo la loro architettura geopolitica per indebolire il concorrente.
In tutto questo panorama generale, la visione della Turchia dovrebbe essere quella di vedere i corridoi di trasporto sull'asse Est-Ovest e Nord-Sud non come alternativi ma come integratori, e di trarne il massimo beneficio possibile per i propri interessi nazionali. Ottenere una posizione efficace nel nuovo sistema internazionale intessuto da giganteschi corridoi di trasporto non è possibile solo a parole, ma solo sviluppando capacità concrete in tali questioni. Purtroppo, come in molte altre questioni, si vede che siamo lontani da questo.
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Nota: Celebro il 103° anniversario della nostra Repubblica, il dono inestimabile di Gazi Mustafa Kemal Atatürk alla nostra nazione e la festa più grande per il nostro Paese. Soprattutto gli eventi recenti hanno dimostrato ancora una volta che la forma di governo più adatta per il popolo turco è la Repubblica.
Tuttavia, non bisogna dimenticare che la Repubblica può vivere solo se i cittadini ne conoscono il valore e la difendono veramente.
Lunga vita alla Repubblica!