Meno male che esisti, Intelligenza Artificiale (!)
Le ricerche che sto conducendo incentrate sugli studenti universitari, ovvero la Generazione Z, mi portano a provare preoccupazione, sebbene non sorpresa, di fronte al significato attribuito all'intelligenza artificiale.
Oltre alle ricerche sistematiche, credo che tutti noi osserviamo ogni giorno, attraverso nuove storie, come questo effetto si diffonda in tutte le generazioni, indipendentemente dall'età, e nell'intera società.
Oggi, solo perché assomiglia a un essere umano, ci avviciniamo silenziosamente all'intelligenza artificiale e le diciamo 'meno male che esisti', proprio come canta Leman Sam nella sua canzone.
Immaginate un'applicazione di intelligenza artificiale alla quale, dopo una lunga conversazione, dite 'meno male che esisti!'...
È forse questo il ritratto della perdita della nostra ragione?
È davvero un 'meno male'? Se anche solo per un istante ci siamo sentiti così, allora per quel momento sì, è davvero un bene.
Quando pensiamo alla sua esistenza, quando riflettiamo sulla sua presenza... Esiste, eccome!
Ma è un bene? Bene, male ed esistenza. Sembra che stiamo bussando alla porta della filosofia.
Perché dire 'meno male che esisti!' a un'intelligenza artificiale, una frase che usiamo per esprimere il significato della presenza di una persona per noi, va ben oltre un ringraziamento dettato dall'abitudine.
Sapete quella frase fatta che le rimane incollata sulla lingua: 'Non solo... ma anche...', ecco, lasciate che mi esprima con quel formato:
Non solo per il suo significato o la sua funzione per noi, ma allo stesso tempo il fatto di farla parlare come se provasse dei sentimenti, è una condizione in cui le attribuiamo un'esistenza che va oltre la sua natura.
Ci sediamo mai davanti al nostro computer, al nostro libro, alla nostra penna, alla nostra sedia per dire 'meno male che esisti!'?
La vostra intelligenza artificiale oggi non vi ha detto 'meno male che esisti'? Forse perché non glielo avete chiesto.
So che non avete chiesto una cosa del genere nemmeno a me, ma io lo chiedo e io lo dico.
Perché non abbiamo quasi più dubbi sulla realtà di una psicologia che ha bisogno dell'espressione 'meno male che esisti' da parte dell'intelligenza artificiale.
In un'epoca in cui l'uomo non tratta l'altro uomo come tale e non ne nota nemmeno l'esistenza, il bisogno di sentirsi dire 'meno male che esisti' aumenta costantemente e l'intelligenza artificiale, che sta assumendo molti compiti appartenenti all'essere umano, si fa carico anche di questo con tutto il suo cuore (!).
Lontano dagli algoritmi, senza sapere chi siete, ma presumendo che siate umani, che leggiate e che, leggendo, pensiate e critichiate,
Dico: meno male che esistete! Meno male che esistete e meno male che continuate a pensare...