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L'addio di Oktay Saral è una dimissione o il preludio a un nuovo incarico?

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Pubblicato: 26.10.2026 14:09

La tensione emersa negli ultimi giorni tra Ankara e Baku ha portato a uno sviluppo degno di nota ai vertici della politica. Il consigliere capo del Presidente, Oktay Saral, ha annunciato oggi le sue dimissioni dall'incarico con una dichiarazione pubblicata sul suo account social, a seguito delle polemiche con l'Azerbaigian. 

Secondo dichiarazioni chiare di alcuni giornalisti che lavorano per testate vicine al governo, questa richiesta di dimissioni è arrivata direttamente dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Osservando il contesto del processo, si nota che il duro riflesso mostrato dall'amministrazione di Baku non è casuale. 

Il fastidio per l'utilizzo della vittoria ottenuta in passato nella guerra del Karabakh come materiale per la politica interna turca era stato espresso di tanto in tanto nei corridoi diplomatici. Tuttavia, questa volta, le dichiarazioni di Oktay Saral, uno dei volti più visibili del Palazzo, che prendevano direttamente di mira le normative sull'abbigliamento e sull'uso dell'hijab nelle scuole in Azerbaigian, sono state percepite a Baku come un'"interferenza negli affari interni" ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La risposta dell'amministrazione azera a queste dichiarazioni non si è limitata a un rimprovero diplomatico. Sono emerse indiscrezioni secondo cui sarebbe stato imposto il divieto di ingresso in Azerbaigian a numerosi personaggi noti per la loro vicinanza al governo turco e che avevano pubblicato contenuti contro Baku. 

Questo atteggiamento risoluto assunto da Baku ha dato vita a una dimissione critica, definita ad Ankara tra una "richiesta di essere sollevati dall'incarico" e un "licenziamento".

Gli osservatori diplomatici richiamano l'attenzione sulla gravità del processo, paragonando il peso di questa tensione tra i due Paesi alla crisi del pastore Brunson del passato. A questo punto, non bisogna trascurare le equazioni energetiche regionali e le relazioni commerciali sull'asse Bakü-Tel Aviv.

Com'è noto, il petrolio azero viene trasportato verso i mercati internazionali e verso Israele attraverso gli oleodotti che passano per la Turchia. Non è ancora chiaro se, dietro le quinte della crisi diplomatica in corso, siano state messe sul tavolo carte strategiche relative alle linee energetiche e commerciali.

Dall'altro lato della medaglia, c'è un'ipotesi completamente diversa che anima i corridoi di Ankara. Secondo le indiscrezioni riportate a 12punto da fonti attendibili, l'addio di Oktay Saral all'incarico di consigliere capo non sarebbe una epurazione, ma al contrario potrebbe essere la preparazione per un nuovo incarico. 

Nei corridoi si vocifera che Saral verrà premiato con una poltrona ministeriale in un eventuale rimpasto di governo. In effetti, subito dopo la decisione di dimettersi, il fatto che alcuni account vicini al partito di governo abbiano iniziato a creare opinione pubblica e a fare appelli in questa direzione sui social media sembra supportare tali ipotesi.

Gli analisti politici che conoscono da vicino le dinamiche interne all'AKP e lo stile politico del Presidente Erdoğan concordano sul fatto che Erdoğan non metterebbe da parte, screditandolo completamente a causa di reazioni esterne, un nome come Oktay Saral con cui cammina fianco a fianco da molti anni. 

Secondo ulteriori indiscrezioni che circolano nei corridoi di Ankara, il nome di Saral viene fatto in particolare per il Ministero della Cultura e del Turismo.

È certamente difficile prevedere oggi con certezza quali calcoli strategici vengano fatti a porte chiuse nell'arena politica e quali tipi di equilibri vengano presi in considerazione. Tuttavia, per comprendere sia la fragilità sull'asse Baku-Ankara che gli equilibri di potere interni al governo, è utile prendere nota di queste indiscrezioni, che oggi hanno il carattere di "ipotesi" e "voci". I prossimi giorni mostreranno a tutti noi in che misura queste ipotesi si trasformeranno in realtà.

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