Unità di lingua, pensiero e azione, o uguaglianza nella sociologia beduina?
Che lo slogan del 13° Vertice dell'Organizzazione degli Stati Turchi, iniziato oggi sotto l'egida della Turchia, serva da monito per chi governa il Paese.
"Unità di lingua, pensiero e azione" è il motto che appariva nel logo del giornale Tercüman di İsmail Gaspıralı (1851-1914).
Lo slogan del vertice, ospitato dalla Turchia, indica un obiettivo comune: garantire l'unità tra gli Stati turchi nella lingua, nel pensiero e nell'azione.
Se l'obiettivo è incontrarsi su un denominatore comune partendo dall'identità turca, abbiamo il diritto di chiederci perché e per quale scopo la nazione turca venga spinta verso una sociologia beduina.
Si tratta di incontrarsi sul terreno dell'"Unità di lingua, pensiero e azione" del Tercüman di Gaspıralı, pubblicato in Crimea nel secolo scorso, o di retrocedere dalla lega della civiltà equiparandosi allo stile di vita beduino del Medioevo?
Ecco, questo è il punto cruciale.