Cos'è la Repubblica secondo Atatürk?
Domani celebreremo la nostra Festa della Repubblica. In un'epoca in cui alcuni ancora non riescono ad accettarla, definendola un trauma, un cumulo di macerie, una pausa pubblicitaria o una parentesi; in cui persino alcuni esponenti politici del partito fondato da Atatürk stesso la guardano con disprezzo, scambiando l'etnicismo per socialismo, il settarismo per comunismo e il campanilismo per marxismo, noi celebreremo e difenderemo la Repubblica con grande determinazione, coerenza e coraggio.
Quanto siamo fortunati, siamo repubblicani. Siamo seguaci delle Forze Nazionali (Kuvayı Milliye). Siamo kemalisti. Siamo nazionalisti. Siamo nazional-socialisti. Siamo antimperialisti. Siamo a favore della piena indipendenza. Siamo sostenitori della sovranità nazionale. Siamo dalla parte dei popoli oppressi. Siamo terzomondisti.
Perché?
Riflettiamoci insieme.
Perché Atatürk è un leader diverso per scopo, portata e metodo.
Lo scopo è fondare una Repubblica moderna basata sulla sovranità nazionale.
La portata è lo Stato che verrà fondato sulle terre rimaste dall'Impero Ottomano, entro i confini dichiarati con il Patto Nazionale (Misak-ı Milli).
Il metodo è la lotta armata contro l'imperialismo, le sue forze delegate e i collaborazionisti locali. È la legge ferrea della storia: ciò che è fondato con le armi, viene abbattuto dalle armi.
ANALISI DELLA SITUAZIONE E RICETTA DI SALVEZZA
Lo Stato ottomano, caduto da anni in una condizione di semi-colonia, ha visto gran parte dei suoi territori occupati dopo la Grande Guerra. La nazione è stanca, scoraggiata, povera. È senza speranza. È esausta. In queste condizioni, è difficile fondare uno Stato basato sulla sovranità nazionale, geloso della propria piena indipendenza e contrario all'imperialismo. Atatürk è il leader gigante e rivoluzionario che ha realizzato questa impresa difficile, per alcuni impossibile; è un combattente per la liberazione nazionale, un eroe nazionale, un fondatore di Stato e un grande comandante.
Il Gazi Pasha ha sempre avuto in mente la Repubblica. Secondo le sue stesse parole, "ha custodito la Repubblica nel suo intimo come un segreto nazionale". Mustafa Kemal è il comandante descritto come "repubblicano" nel suo fascicolo presso il Ministero della Guerra ottomano. Anche l'intelligence britannica ne è consapevole. Infatti, dopo il Congresso di Sivas (4 – 11 settembre 1919), ha inviato questa nota dall'Anatolia a Londra: "I turchi si stanno dirigendo verso la Repubblica".
Gli inglesi, che hanno scritto i manuali di diplomazia, intelligence e imperialismo nel mondo, non si sono sbagliati. Dopo i congressi, è giunto il momento di condurre la Guerra d'Indipendenza sotto la volontà e l'amministrazione del parlamento, il parlamento costituente, il parlamento veterano. Quel Parlamento è stato inaugurato il 23 aprile 1920. Per questo motivo, molti storici affermano che la data in cui la Repubblica è stata fondata di fatto è il 23 aprile 1920, ovvero che il nome ufficiale della repubblica fondata è stato dato il 29 ottobre 1923. È corretto. Il nome del bambino nato nel 1920 è stato dato nel 1923: REPUBBLICA.
DUE PAROLE CHIAVE: GUERRA E RIVOLUZIONE
La nazione turca ha conquistato la sua sovranità ribellandosi, opponendosi, insistendo, rivendicando, con la guerra e la rivoluzione. Dopo la vittoria militare, è giunto il momento dei passi avanti economici, dell'industrializzazione, dello sviluppo. È giunto il momento delle rivoluzioni nella vita politica, sociale, culturale e giuridica. È giunto il momento di riempire di contenuti e consolidare le basi della rivoluzione della sovranità, conquistata con la guerra e la rivoluzione, la cui definizione, significato, contenuto ed essenza sono stati cambiati, portata dal cielo alla terra, sottratta all'individuo e alla dinastia per essere data alla nazione, spogliata del suo carattere religioso e secolarizzata.
Il lavoro di Gazi Mustafa Kemal Atatürk e del gruppo fondatore è più faticoso e logorante di quello svolto in guerra, sui fronti. Con le parole del nostro grande pensatore, nome monumentale del nazionalismo turco e fondatore della sociologia in Turchia, Ziya Gökalp: "Realizzare una rivoluzione sociale è più difficile che realizzare una rivoluzione politica".
Atatürk, invece, è sempre determinato, speranzoso e ottimista. È organizzato e un organizzatore. Ha fiducia in se stesso e nella sua nazione. È risoluto.
Nella mente di Atatürk, la Repubblica è sinonimo di volontà nazionale, sovranità nazionale, legittimità e democrazia. È sinonimo di libertà, diritti, legge, separazione dei poteri e partecipazione dei cittadini. È sinonimo di responsabilità dei governanti. È sinonimo di populismo, statalismo, identità nazionale, coscienza civica ed uguaglianza dei cittadini. È sinonimo di illuminismo, piena indipendenza e civiltà contemporanea.
Per questo motivo, nelle parole dello stesso Gazi Mustafa Kemal Atatürk, "la Repubblica è virtù".