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Le porte dell'Europa potrebbero chiudersi per chi ha la dicitura 'Islam' sui documenti?

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Pubblicato: 06.11.2023 06:00

Quanto accaduto tra Palestina e Israele ha causato la formazione di un fronte anti-islamico in Europa.

I principali tabloid di destra europei hanno adottato un linguaggio anti-islamico negli articoli pubblicati uno dopo l'altro.

Il quotidiano più letto in Germania, Bild, nel servizio offerto ai propri lettori l'altro ieri, ha scritto che i manifestanti che volevano protestare contro quanto accade in Palestina desiderano instaurare un califfato simile a quello dello Stato Islamico.

Nell'articolo di commento firmato da Frank Schneider e Justin Brosch, è stato riferito che circa tremila manifestanti hanno marciato nel centro della città di Essen al grido di 'Allahu Akbar'.

Nell'articolo sono state utilizzate le espressioni: “Secondo gli islamisti, la soluzione risiede in un rigido califfato religioso che includa anche la Germania”. In altre parole, è stato insinuato che sognino uno stato islamico nel cuore dell'Europa.

È stato ricordato che Ahmet Tamim, intervenuto come oratore alla manifestazione, è un membro del partito Hizb-ut Tahrir, la cui attività è stata vietata in Germania nel 2003.

In un articolo apparso su The Sun, uno dei quotidiani di destra più letti nel Regno Unito, i sostenitori della Palestina sono stati definiti 'teppisti islamisti e giovani ignoranti'.

IL PROBLEMA DELL'INTEGRAZIONE

Allora, qual è la vera ragione per cui l'Europa è così anti-islamica? La risposta a questa domanda risiede nelle dichiarazioni del Ministro dell'Interno britannico Suella Braverman. Braverman, che si distingue per la sua retorica anti-immigrazione, ha affermato: “Vengono dall'estero, non imparano la lingua, non adottano i valori britannici e non partecipano alla vita britannica”; un'uscita che in realtà rappresenta l'opinione comune di tutti i politici europei…

È discutibile se abbiano tutti i torti!

In molti paesi europei, gli immigrati creano i propri quartieri e vivono secondo le proprie culture. Ad esempio, in Germania, Francia e Inghilterra esistono quartieri turchi, somali, iraniani…

Continuano la loro vita senza imparare la lingua parlata nel paese in cui vivono.

Mantengono le abitudini alimentari a cui sono abituati nei loro paesi. Fanno acquisti in mercati che vendono i propri prodotti e girano con abiti tradizionali. È come se creassero miniature dei paesi da cui provengono e vivessero lì.

La popolazione musulmana, che cresce sempre di più in Europa, spaventa i politici proprio per questo motivo. Le proteste per la Palestina hanno dimostrato ancora una volta che in Europa esiste una popolazione musulmana molto consistente. E questa popolazione non è integrata nei paesi in cui si trova, non vive come loro!

L'EUROPA NON VUOLE IMMIGRATI

La politica dell'Europa sui migranti irregolari è chiara. I giganteschi muri costruiti al confine con la Grecia e i casi di respingimento nel Mar Egeo, a costo della vita, sono realtà di cui sentiamo parlare spesso ogni giorno.

Il piano del Regno Unito di inviare i migranti in Ruanda e la grande chiatta, definita prigione galleggiante, dove vengono alloggiati i migranti, non escono dall'agenda dell'opinione pubblica internazionale.

Il denaro pagato a molti paesi, in primis alla Turchia, per impedire il passaggio dei migranti in Europa è un indicatore di quanto siano seri su questo tema.

Allora, considerando tutti questi parametri, i paesi europei potrebbero tentare altre strade nel prossimo futuro per chiudere le porte dell'Europa a chi ha la dicitura Islam sui propri documenti?

Sebbene non sembri molto possibile secondo il diritto internazionale, i governi pensano innanzitutto al proprio popolo e ai propri elettori. Il pensiero nazionalista anti-islamico che si diffonde rapidamente in Europa potrebbe cambiare l'attuale politica di tolleranza.

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