Via libera al nuovo arresto per l'aggressore tornato in libertà
Nei confronti dell'imputato, che aveva accoltellato ripetutamente una giovane donna di cui era ossessionato e le aveva sottratto il telefono nel distretto di Kemalpaşa a Smirne, ed era stato scarcerato durante il nuovo processo, è stato emesso un mandato di cattura ai fini dell'arresto in seguito al ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Smirne.
L'episodio si è verificato nell'ottobre 2024 nel quartiere Mustafa Kemal Atatürk del distretto di Kemalpaşa. Il diciassettenne Ç.E.D. ha aggredito la sua vicina di casa, Betül Ç. (18), mentre camminava per strada al mattino, dopo averla perseguitata per circa 5 mesi in uno stato di ossessione.
L'individuo, dopo aver accoltellato ripetutamente la giovane, le ha sottratto il telefono cellulare ed è fuggito dal luogo dell'aggressione.
Nel processo avviato contro l'imputato, catturato dai gendarmi nell'abitazione di Bornova dove si nascondeva e successivamente arrestato, la 2ª Corte d'Assise per i Minorenni di Smirne ha condannato l'imputato a un totale di 18 anni e 8 mesi di reclusione, di cui 12 anni per "tentato omicidio volontario" e 6 anni e 8 mesi per "rapina a mano armata".
Era stato scarcerato
Dopo che la sentenza è stata annullata dalla corte d'appello, l'imputato Ç.E.D. è comparso nuovamente davanti al giudice. Nell'udienza del 7 luglio, il collegio giudicante, tenendo conto dell'età dell'imputato, del tempo trascorso in custodia cautelare e del fatto che l'arresto costituisce una misura precauzionale, ha disposto la scarcerazione dell'imputato con l'obbligo di divieto di espatrio e di firma.

Ricorso contro la decisione, emesso l'ordine di arresto
Immediatamente dopo la decisione di scarcerazione, la Procura della Repubblica di Smirne ha presentato ricorso ieri. La corte, esaminando il ricorso e il fascicolo processuale, ha annullato la decisione tenendo conto delle registrazioni delle telecamere, dei verbali di sopralluogo, dei rapporti di perizia del laboratorio criminalistico della gendarmeria e delle dichiarazioni della parte lesa.
Nella decisione della corte è stato sottolineato che il reato di "tentato omicidio volontario" contestato all'imputato rientra tra i reati catalogati nell'articolo 100/3 del Codice di Procedura Penale (CMK), che esistono prove concrete che indicano un forte sospetto di colpevolezza e che, considerando l'entità della pena prevista in caso di condanna, sussiste il pericolo di fuga.
Il collegio, ritenendo che le misure di controllo giudiziario fossero insufficienti in questa fase, ha accolto il ricorso della procura e ha deciso di emettere un mandato di cattura ai fini dell'arresto nei confronti dell'imputato Ç.E.D., classificato come minore autore di reato.
Fonte della notizia: İHA
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