A Mersin, in seguito al fermo di 50 sospettati nell'ambito di un'indagine su oscenità e prostituzione, è stato emesso un provvedimento di blocco dell'accesso per alcuni account social media che avevano pubblicato contenuti relativi all'inchiesta.
Secondo le informazioni ottenute, l'indagine è stata condotta dal Dipartimento di Polizia Provinciale, Ufficio Morale della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Mersin. Nell'ambito dell'operazione, denominata “La mia famiglia è al sicuro” (Ailem Güvende), sono state effettuate perquisizioni simultanee in numerosi indirizzi identificati in tutta la città.
I 50 sospettati catturati durante l'operazione sono stati condotti in questura. È stato riferito che le procedure giudiziarie nei confronti dei sospettati proseguono con accuse quali “produzione di contenuti osceni”, “prostituzione” e “favoreggiamento della prostituzione”, e che durante le perquisizioni sono stati rinvenuti armi e vari elementi costituenti reato.
La Procura ha richiesto il blocco dell'accesso per gli account social media che, secondo quanto riferito, avrebbero preso di mira l'indagine giudiziaria in corso e pubblicato contenuti provocatori.
Il 3° e il 4° Tribunale di Pace di Mersin hanno emesso un'ordinanza per il blocco dell'accesso a 60 account social media. Si è appreso che è stata inviata una notifica alla Presidenza per la Sicurezza Informatica per l'esecuzione dei provvedimenti.
Fonte della notizia: 12punto