Ridotto temporaneamente il dazio doganale sulle cipolle secche
È stato annunciato che il dazio doganale sulle cipolle secche è stato ridotto dal 49,5% al 5%. È stato comunicato che tale misura rimarrà in vigore fino al 31 agosto 2026, dopodiché si tornerà all'aliquota fiscale precedente.
L'insorgere di rischi di approvvigionamento per alcuni prodotti di base nel settore agricolo, a causa degli effetti delle condizioni climatiche, ha spinto le autorità ad adottare nuove normative. In seguito alle difficoltà nel raccolto di cipolle secche causate dalle piogge eccessive del 2026, il dazio doganale applicato alle importazioni è stato temporaneamente ridotto dal 49,5% al 5%.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero del Commercio, la ragione principale di questo passo è garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e assicurare che i consumatori possano accedere ai prodotti alimentari di base a prezzi accessibili. Le autorità hanno precisato che il provvedimento è stato attuato in stretto coordinamento con il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste.
Nella nota del Ministero si legge: “In stretto coordinamento con il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, a causa degli effetti delle avversità climatiche come le piogge eccessive registrate nel 2026, e per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e soddisfare le esigenze dei consumatori a prezzi accessibili per le cipolle secche, che rientrano tra i prodotti alimentari di base il cui raccolto prosegue gradualmente nelle regioni produttrici, il dazio doganale è stato temporaneamente ridotto al 5% fino al 31 agosto 2026, data in cui si stima che l'offerta sarà sufficiente a stabilizzare pienamente il mercato. Tale applicazione terminerà il 1° settembre 2026, data in cui si prevede che il raccolto della nuova stagione entrerà massicciamente sul mercato, ripristinando così l'equilibrio del mercato interno; a partire da tale data, sulle importazioni di cipolle tornerà ad essere applicato il dazio doganale del 49,5%.”
In questo contesto, con la riduzione temporanea dell'imposta che sarà applicata fino al 31 agosto 2026, si mira a garantire la stabilità dei prezzi sul mercato. Al fine di proteggere la produzione nazionale, a partire dal 1° settembre 2026, con l'ingresso massiccio del nuovo raccolto sul mercato, tornerà in vigore la precedente aliquota fiscale.
Fonte della notizia: 12punto
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