La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di allentare temporaneamente le restrizioni sulle importazioni di carburante diesel dalla Russia ha innescato un nuovo dibattito sull'impatto sui prezzi nei mercati energetici globali.
Dopo la misura, volta a ridurre l'aumento dei prezzi del carburante e ad alleviare la pressione sull'offerta nel mercato interno statunitense, l'attenzione si è spostata su quanto sarà effettivamente incisiva la fornitura aggiuntiva di diesel proveniente dalla Russia sul mercato.
Secondo la valutazione di Goldman Sachs, la quantità di diesel supplementare in arrivo dalla Russia potrebbe non essere sufficiente, da sola, a ridurre in modo significativo la rigidità del mercato globale. La banca ha quindi sottolineato che guardare esclusivamente all'offerta russa per attendersi un forte calo dei prezzi potrebbe essere fuorviante.
L'IMPATTO REALE POTREBBE DERIVARE DALLA VENDITA DELLE RISERVE
Nell'analisi di Goldman Sachs è stata presa in considerazione anche l'ipotesi che l'Europa immetta sul mercato 50 milioni di barili di carburante diesel dalle proprie riserve strategiche. Secondo i calcoli della banca, se si verificasse una vendita di tale portata, i prezzi all'ingrosso del diesel sulla costa del Golfo del Messico negli Stati Uniti e in Europa potrebbero scendere di circa 11 dollari al barile.
Tuttavia, tale stima si basa sull'ipotesi che l'Europa proceda effettivamente alla vendita di 50 milioni di barili di riserve. Allo stato attuale, non vi sono informazioni riguardo all'adozione di una decisione di vendita di tale entità.
L'allentamento temporaneo delle sanzioni energetiche contro Mosca da parte dell'amministrazione Trump, volto a creare spazio per le esportazioni di diesel, ha suscitato reazioni sia tra i membri repubblicani che tra quelli democratici del Congresso degli Stati Uniti. Nelle critiche è stato sostenuto che la decisione potrebbe fornire alla Russia entrate aggiuntive per continuare la guerra in Ucraina.
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reagito alla decisione, mentre Trump ha respinto le critiche. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che l'Unione Europea ha pagato miliardi di dollari per l'energia russa in passato, sostenendo che la sua decisione è coerente con l'approccio "America First".
Fonte della notizia: 12punto