La tensione in Medio Oriente, alimentata dagli attacchi diretti alle petroliere, ha aumentato le preoccupazioni sui mercati globali riguardo all'offerta di energia. Sotto l'effetto di questi sviluppi, il prezzo al barile del petrolio Brent ha raggiunto i 109,65 dollari alle 00:55, ora turca.
Sui mercati si valuta che i conflitti nella regione possano intensificarsi ulteriormente, esercitando una pressione sull'offerta di petrolio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una dichiarazione rilasciata a un canale televisivo, ha affermato, contrariamente alle sue precedenti valutazioni, che una guerra con l'Iran potrebbe concludersi prima delle elezioni di metà mandato del Congresso del 3 novembre.
L'aumento dei prezzi del petrolio ha rafforzato anche i timori che l'inflazione possa essere persistente. Il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni ha superato il 4,96%, toccando il livello più alto dal 2023. Anche il rendimento dei titoli a 30 anni ha superato il 5,37%, raggiungendo il livello massimo dal 2007.
Sul fronte dei dati macroeconomici, negli Stati Uniti l'indice dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,4% su base mensile ad agosto, in linea con le aspettative. L'aumento annuo, pari al 5,4%, è rimasto invece al di sopra delle previsioni.
Gli analisti sottolineano che gli investitori sono concentrati sui dati dell'indice dei prezzi al consumo che verranno annunciati negli Stati Uniti. Si prevede che tali dati plasmeranno le aspettative riguardo alla mossa di politica monetaria che la Federal Reserve intraprenderà la prossima settimana.
Fonte della notizia: 12punto