È stata condotta una seconda ondata di operazioni nell'ambito dell'inchiesta avviata con l'accusa di compravendite immobiliari fittizie, finalizzate all'ottenimento della cittadinanza turca da parte di cittadini stranieri. Nel quadro dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Istanbul, è stata disposta la nomina di amministratori giudiziari per 30 aziende.
Il Ministro della Giustizia Akın Gürlek ha dichiarato che prosegue l'inchiesta sulle strutture sospettate di abusare del diritto alla cittadinanza e di aver tratto profitti illeciti ingannando le istituzioni pubbliche. Gürlek ha annunciato che 72 persone sono state poste in stato di fermo nell'ambito dell'operazione.
La Procura della Repubblica di Istanbul, in una nota scritta, ha riferito che il 21 settembre 2026 è stata eseguita un'operazione simultanea in 13 province, con base a Istanbul, contro 88 sospettati, portando al fermo di 70 persone.
ESAMINATE LE VENDITE EFFETTUATE TRAMITE TRE AZIENDE
Nella seconda ondata dell'inchiesta sono state poste sotto la lente d'ingrandimento le vendite immobiliari effettuate tramite Gül İnşaat AŞ, Beyaz İnşaat e LİV İnşaat. Secondo le informazioni condivise dal Ministro Gürlek, è stato accertato che 274 delle vendite effettuate a 734 cittadini stranieri erano fittizie.
È stato determinato che, a seguito di tali operazioni, 1.070 persone, inclusi i familiari, hanno ottenuto la cittadinanza turca in modo irregolare, mentre per altre 11 persone il processo di acquisizione è ancora in corso. Nella nota della Procura si specifica che è stato avviato l'iter amministrativo per l'annullamento delle cittadinanze ritenute ottenute in modo illecito.
La Procura ha spiegato che sono stati valutati congiuntamente i registri della Direzione Regionale del Catasto, le perizie tecniche, le analisi del MASAK e altri documenti. Dalle indagini è emerso che l'afflusso di valuta estera richiesto per la cittadinanza non sarebbe stato effettivamente garantito; le compravendite sarebbero state realizzate in modo fittizio utilizzando le risorse finanziarie delle società intermediarie o dei venditori stessi.
Nel fascicolo dell'inchiesta si sostiene che, attraverso la redazione di perizie con valori gonfiati non veritieri, siano state compiute operazioni contrarie alla Legge sulla Cittadinanza Turca n. 5901, ottenendo così profitti illeciti dai cittadini stranieri. La Procura ha annunciato che l'importo delle transazioni fittizie ammonta a 72 milioni 250 mila dollari.
È stato riferito che nei confronti dei sospettati sono stati avviati procedimenti per i reati di "costituzione, direzione o partecipazione a un'organizzazione a delinquere", "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", "truffa ai danni di enti e istituzioni pubbliche" e "falsificazione di documenti".
Nell'ambito dell'operazione sono state effettuate perquisizioni in 78 indirizzi residenziali appartenenti ai sospettati e presso le sedi delle aziende. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati materiali digitali e sono stati applicati provvedimenti cautelari su 2.011 immobili, un hotel nel distretto di Bağcılar a Istanbul, 86 veicoli a motore, 2 yacht, 42 conti bancari e 30 società per azioni.
Nella prima ondata dell'inchiesta erano state esaminate le operazioni legate a Babacan İnşaat; era emersa l'accusa che immobili di basso valore fossero stati venduti tramite perizie con valori elevati non veritieri. In tale contesto, era stato annunciato che la cittadinanza di 687 persone era sotto esame e che era stato avviato il processo di revoca.
Il Ministro Gürlek, affermando che i processi legali continueranno per far emergere il danno erariale e tracciare i proventi ritenuti derivanti dal reato, ha dichiarato che "tutte le possibilità offerte dalla legge saranno utilizzate con determinazione" al fine di proteggere il diritto alla cittadinanza.
Fonte della notizia: 12punto