È stata avviata un'indagine contro la rivista LeMan con l'accusa di "pubblico vilipendio ai valori religiosi" in merito a una vignetta che, secondo alcune interpretazioni, raffigurerebbe il profeta Maometto mentre saluta dai cieli di una città bombardata. In seguito a appelli alla protesta, alcuni gruppi hanno fatto irruzione negli uffici della rivista a Beyoğlu e numerosi disegnatori di LeMan sono stati presi di mira sui social media.
Zeynep Altıok, in un post sul suo account social, ha paragonato le immagini della protesta davanti a LeMan a quanto accaduto durante il massacro di Madımak.
Ecco il post di Zeynep Altıok Akatlı:
"Coloro che, in 32 anni, non hanno trovato giustizia, che hanno rilasciato e premiato gli assassini del massacro, sono sempre al fianco di questa terribile folla che, con la cultura dell'odio che incoraggiano costantemente, si sente in diritto di uccidere chiunque non capisca, chiunque non approvi, chiunque non voglia.
La rivista LeMan ha rilasciato la dichiarazione necessaria. Ma non c'è nessuno che ascolti, nessuno che senta!
Supponendo che ci sia discriminazione, insulto o abuso, spetta forse a questi fanatici della cultura del linciaggio il potere di decidere e la volontà di punire?!
Perché l'intervento che viene applicato anche ai passanti durante le manifestazioni delle donne a Istiklal, durante il Pride, durante la ricerca di diritti o le richieste di giustizia, non viene usato per disperdere questa folla?
Tra due giorni è il 2 luglio!!!
Le immagini fanno gelare il sangue.
Noi conosciamo il passo successivo a ciò che sta accadendo, lo stiamo ancora vivendo.
Non potete sfuggire alle vostre responsabilità. Dicono 'quell'edificio brucerà'! Come fate a non disperderli, come fate a non chiedere conto di queste minacce?!"
La reazione di Zeynep Altıok alla protesta davanti a LeMan:
— 12punto (@12puntocomtr) 30 giugno 2025
Li conosciamo dal 2 luglio 1993https://t.co/Lu1VQBufZN pic.twitter.com/bqntP57bFr
Fonte della notizia: 12punto