Dopo l'approvazione della legge quadro in Parlamento nel contesto del secondo processo di apertura, denominato Turchia senza terrorismo, condotto dall'Alleanza Popolare con il partito DEM e il leader dell'organizzazione terroristica PKK, Abdullah Öcalan, l'attenzione si è spostata sui nuovi passi del processo.
In questo senso, è emersa una nuova procedura su come valutare le armi e le munizioni che saranno consegnate durante il processo di deposizione delle armi da parte dell'organizzazione terroristica PKK. Secondo quanto riportato dal quotidiano vicino al governo Yeni Şafak, l'obiettivo del processo non è solo l'operazione di consegna, ma anche impedire che le armi in mano all'organizzazione vengano trasportate in altre regioni o trasferite ad altre strutture.
Si prevede che il Comitato di Monitoraggio, Coordinamento e Attuazione, istituito dopo l'entrata in vigore della Legge sul Rafforzamento della Solidarietà Nazionale e dell'Integrazione Sociale, monitorerà i lavori sul campo. Si afferma che il comitato coordinerà le attività di identificazione e verifica durante il processo di deposizione delle armi.
Nella nuova pratica, verrà redatto un inventario dettagliato delle armi e delle munizioni consegnate agli elementi del Ministero della Difesa Nazionale sotto la supervisione del MİT. La quantità ricevuta sul campo sarà confrontata con i dati in possesso delle unità di intelligence. In questo modo, verrà esaminato se vi sia una differenza tra le armi consegnate e quelle che si ritiene siano in possesso dell'organizzazione.
VALUTAZIONE IN TRE PUNTI
Dopo il lavoro di inventario, si prevede che le armi e le munizioni saranno gestite in tre gruppi distinti. Si afferma che le armi inutilizzate o tecnicamente utilizzabili potranno essere inserite nell'inventario delle Forze Armate Turche dal Ministero della Difesa Nazionale dopo i controlli necessari. Si specifica che in questo gruppo potrebbero rientrare anche sistemi di droni e armi convenzionali conformi agli standard NATO.
Per le armi e le munizioni non ritenute idonee all'uso militare ma dotate di valore di riciclaggio, è all'ordine del giorno l'invio al riciclaggio tramite fusione o altri metodi.
Si riferisce che questi materiali potrebbero essere utilizzati nelle attività delle istituzioni pubbliche, in particolare dal Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e del Cambiamento Climatico, dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e dal Ministero dell'Industria e della Tecnologia.
Nel terzo gruppo, si prevede che rientreranno le armi che non si prevede di utilizzare in Turchia ma che sono ritenute idonee alla vendita o allo scambio. Tra le opzioni per le armi in questo ambito figurano la vendita in modo da generare entrate per il Tesoro o lo scambio con armi e munizioni presenti negli inventari di altri paesi.
Con il piano, si mira a registrare tutte le armi consegnate, a valutare quelle utilizzabili e a smaltire le altre tramite riciclaggio, vendita o scambio.
Fonte della notizia: 12punto