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Reazione della Russia al vertice NATO di Ankara

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Zakharova ha sostenuto che il vertice NATO di Ankara non ha modificato la linea di preparazione al conflitto con la Russia.

Reazione della Russia al vertice NATO di Ankara

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito al vertice NATO tenutosi ad Ankara il 7-8 luglio. Zakharova ha sostenuto che, durante il vertice, l'Alleanza si è concentrata sulla militarizzazione del continente europeo, sull'aumento della capacità di difesa e sulla preparazione a un possibile conflitto armato con la Russia.

Affermando che il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha cercato di presentare il vertice come "rivoluzionario" per la storia dell'Alleanza, Zakharova ha sostenuto che, al contrario, l'incontro non ha prodotto risultati concreti. Secondo Zakharova, non sono state nemmeno superate le divergenze di opinione tra gli alleati della NATO.

Zakharova ha ipotizzato che i paesi europei e il Canada abbiano inviato messaggi di lealtà a Washington affinché il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non perda interesse per la sicurezza europea e non acceleri il processo di ritiro delle forze statunitensi dal continente. Tuttavia, ha sostenuto che queste dichiarazioni non hanno eliminato le "crepe" all'interno dell'alleanza.

Essi, innanzitutto, pianificano ancora una volta di difendersi dalla Russia, che definiscono una minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica.

Sostenendo che la Russia è stata trasformata in un campo di scontro "esistenziale e sistemico" per la NATO, Zakharova ha affermato che le attuali élite politiche in Europa "stanno cercando di assumere una posizione di primo piano nel conflitto dell'Occidente collettivo con la Russia". Ha affermato che questa politica non solo rappresenta una minaccia per Mosca, ma esaurisce le risorse dell'Europa e crea nuove aree di tensione militare nel continente.

AIUTI ALL'UCRAINA E SPESE PER LA DIFESA

Zakharova ha anche sostenuto che gli Stati Uniti non nascondono la loro insoddisfazione nei confronti della NATO. Ha dichiarato che persiste la convinzione che Washington non abbia ottenuto il risultato desiderato sulla questione della Groenlandia e che non abbia ricevuto il sostegno atteso dai paesi NATO nei momenti di bisogno.

Sottolineando che si prevede che la spesa totale per la difesa dei paesi NATO raggiungerà i 1,8 trilioni di dollari nel 2026, Zakharova ha affermato che queste risorse potrebbero essere utilizzate in altri ambiti. Sostenendo che l'Alleanza non dà priorità a un'"agenda costruttiva", Zakharova ha affermato che la linea principale non è cambiata.

La linea generale non cambia: militarizzazione del continente europeo, concentrazione sull'aumento del potenziale di difesa, preparazione al conflitto armato con la Russia e, naturalmente, aiuti all'Ucraina.

Zakharova ha sostenuto che alcuni paesi all'interno della NATO utilizzano l'Ucraina con l'obiettivo di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia. Ha riferito che al vertice di Ankara è stata promessa all'Ucraina un'assistenza militare di 70 miliardi di euro per quest'anno e che si prevede di mantenere lo stesso livello di sostegno anche nel 2027.

Sostenendo che i governi occidentali hanno messo in secondo piano i problemi sociali ed economici degli europei, Zakharova ha affermato che anche gli ucraini sono visti come "elementi sacrificabili" per il perseguimento di obiettivi geopolitici. Facendo riferimento alle parole di Rutte "Non c'è tempo per pensare", Zakharova ha sostenuto che gli strateghi della NATO stanno prendendo "decisioni irresponsabili che potrebbero trascinare il mondo verso una catastrofe".


Fonte della notizia: 12punto

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