Il Pentagono punta su sistemi anti-UAV a basso costo invece che su missili costosi
L'esercito statunitense si prepara a invitare le aziende a testare sistemi anti-UAV a basso costo per ridurre la dipendenza dai missili Patriot, che costano milioni di dollari.
L'esercito statunitense si sta orientando verso sistemi anti-UAV a basso costo per ridurre la dipendenza da costosi missili intercettori negli approvvigionamenti per la difesa. Il nuovo approccio prevede l'invito alle aziende del settore a partecipare a test di tiro competitivi che si terranno presso il White Sands Missile Range, nel New Mexico.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'iniziativa fa parte della ricerca del Pentagono di dare priorità a sistemi che possano essere prodotti più rapidamente e acquistati in grandi quantità, anziché a sistemi d'arma complessi e ad alto costo. Si sottolinea che Washington sta tenendo conto, in questa valutazione, delle lezioni apprese dalla guerra in Ucraina e dai teatri di conflitto legati all'Iran.
Il tenente generale Frank Lozano, responsabile della modernizzazione delle munizioni dell'esercito statunitense, ha richiamato l'attenzione sull'impatto dei droni economici sul campo di battaglia, dichiarando: "L'Ucraina e l'Iran hanno chiaramente dimostrato che droni relativamente economici possono causare costi significativi e creare difficoltà operative alla controparte".
Lozano ha affermato che le aziende della difesa hanno presentato finora circa 147 proposte diverse alle Forze Armate statunitensi, ma che si desidera coinvolgere un numero maggiore di partecipanti nel processo. L'esercito sta valutando non solo le offerte di aziende in grado di sviluppare un drone intercettore completo, ma anche quelle di fornitori in grado di produrre componenti critici per tali sistemi.
Nella notizia si rileva che, a causa dei conflitti legati all'Iran, le scorte di missili intercettori Patriot negli arsenali degli Stati Uniti e dei paesi del Golfo si sono ridotte e che il costo unitario di alcuni missili Patriot può arrivare fino a 4 milioni di dollari. Questo scenario è indicato come uno dei fattori principali che accelerano la ricerca di strumenti di intercettazione più economici.
In precedenza era stato annunciato che l'azienda americana X-Bow Systems aveva sviluppato il sistema di intercettazione denominato "Buckler", con un prezzo unitario inferiore a 100 mila dollari, completandone i test di volo. L'amministratore delegato dell'azienda, Jason Hundley, aveva descritto il sistema come "capacità a prezzi accessibili e disponibili su larga scala" per gli Stati Uniti e i loro alleati.
La ricerca del Pentagono di sistemi a basso costo procede parallelamente all'agenda di Washington per l'aumento delle spese per la difesa. L'amministrazione Trump ha richiesto 1,5 trilioni di dollari per il bilancio della difesa il 30 luglio, e il Pentagono ha annunciato di aver firmato due contratti con grandi aziende della difesa per un totale superiore a 135 miliardi di dollari. Bloomberg ha inoltre riferito, all'inizio di agosto, che è stato richiesto al Congresso un budget aggiuntivo di 18,2 miliardi di dollari per rifornire le scorte di missili.
Fonte della notizia: 12punto
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