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Il ministro degli Esteri greco Gerapetritis: La Turchia è indubbiamente un Paese forte della regione

Atene sottolinea il sostegno di Francia e UE per il progetto di interconnessione elettrica nel Mediterraneo orientale, lanciando al contempo un messaggio di dialogo alla Turchia.

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Il ministro degli Esteri greco Gerapetritis: La Turchia è indubbiamente un Paese forte della regione

Il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis ha richiamato l'attenzione sul peso regionale della Turchia nelle sue dichiarazioni riguardanti il progetto di interconnessione elettrica pianificato tra la Grecia e la Repubblica di Cipro nel Mediterraneo orientale. Gerapetritis ha sostenuto che le controversie tra i due Paesi dovrebbero essere affrontate nel quadro del diritto internazionale e non attraverso dimostrazioni di forza.

Parlando in un'intervista a Cosmos FM riportata da CNN Greece, Gerapetritis ha affermato che Atene è in stretto contatto con la Francia e l'Unione Europea per far avanzare la linea del cavo, sulla quale la Turchia aveva precedentemente espresso obiezioni.

Il ministro greco ha dichiarato: "La Grecia porterà avanti questo progetto nel prossimo periodo in piena collaborazione con la Francia". Sostenendo che il progetto non è solo un'iniziativa bilaterale ma viene seguito a livello europeo, Gerapetritis ha affermato che le autorizzazioni necessarie saranno concesse.

Il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis parla da seduto.
Il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis ha rilasciato valutazioni sul progetto di interconnessione elettrica nel Mediterraneo orientale.

Gerapetritis ha affermato che il progetto è un Progetto di Interesse Comune europeo, sostenendo che le interconnessioni elettriche sottomarine non possono essere ostacolate secondo il diritto internazionale. Sollevando anche la questione dell'obiettivo di adesione della Turchia all'UE, il ministro greco ha affermato: "Non si può parlare di ostacolare un progetto europeo, tanto più da parte di un Paese che aspira a diventare un giorno membro dell'Unione Europea".

Nelle stesse dichiarazioni è stata inclusa una valutazione degna di nota sulla Turchia. Gerapetritis ha detto: "La Turchia è indubbiamente un Paese forte della regione". Tuttavia, ha aggiunto che ciò non dovrebbe significare che le questioni tra i due Paesi debbano essere risolte attraverso "proiezioni di forza".

Il ministro degli Esteri greco ha anche affermato di essere favorevole a mantenere aperti i canali di comunicazione con Ankara. Pur riconoscendo che la controversia fondamentale sulla delimitazione della piattaforma continentale e della zona economica esclusiva persiste, Gerapetritis ha affermato che negli ultimi tre anni sono state evitate grandi crisi sul campo.

NUOVE OPZIONI SUL TAVOLO PER IL PERCORSO

Secondo le informazioni riportate dalla stampa greca, Atene e Parigi stanno valutando anche la possibilità di modificare il percorso del progetto Great Sea Interconnector. Secondo quanto riferito da Kathimerini, una delle opzioni è la riorganizzazione della rotta attorno all'isola di Meis (Kastellorizo) affinché la linea non si sovrapponga al parco marino dichiarato dalla Turchia nell'agosto 2026.

Funzionari firmano documenti in una sala con bandiere greche ed europee.
Si riferisce che la collaborazione tra Grecia e Francia nel progetto si è rafforzata nella nuova fase.

Nella notizia si afferma che il peso delle aziende francesi nel progetto è aumentato, che Meridiam ha acquisito una quota del 66% nel progetto ad agosto e che il cavo sarà posato da Nexans. Per le ricerche sui fondali marini, si prevede l'utilizzo di una nave battente bandiera francese.

Secondo Kathimerini, Atene e Parigi stanno valutando l'opzione di informare Ankara invece di chiedere il permesso alla Turchia per le attività di ricerca. Tuttavia, è stato notato che circa il 40% dei lavori sui fondali marini non è ancora stato completato e che rimane incerto come procederà il processo, specialmente nelle zone sensibili intorno a Karpathos e Kasos.

Mentre si ipotizza che Atene stia valutando anche l'opzione di estendere le proprie acque territoriali a 12 miglia nautiche a sud e a ovest di Creta prima di riprendere le ricerche, non è stato annunciato un calendario preciso per i nuovi lavori.


Fonte della notizia: 12punto

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