Lettera aperta dai giornali: protestiamo contro il devastante embargo di Google
Le testate giornalistiche indipendenti hanno pubblicato una lettera aperta congiunta per protestare contro l'embargo imposto da Google ai siti di informazione in Turchia, richiamando l'attenzione sui gravi problemi che ne derivano.
Le testate giornalistiche indipendenti in Turchia hanno pubblicato una lettera aperta congiunta contro il devastante embargo imposto da Google ai siti di informazione, richiamando l'attenzione sulle ingenti perdite di traffico dei lettori e sui loro effetti sull'ecosistema mediatico. La lettera aperta recita quanto segue:
'Vogliamo sottolineare che è di vitale importanza che l'opinione pubblica, e in particolare i nostri lettori, prendano coscienza della gravità della situazione.
Il flusso di traffico verso i siti di informazione, dopo un primo embargo emerso nell'ottobre 2024 e durato circa un mese, è stato nuovamente azzerato a partire dalla fine di gennaio. Il 98% del traffico dei lettori indirizzato tramite gli strumenti 'Discover' e 'Google News' è stato eliminato in un solo giorno per numerosi siti di informazione, che costituiscono il nucleo delle testate giornalistiche indipendenti.
Nonostante tutti i nostri tentativi, non siamo riusciti a stabilire un rapporto di interlocuzione sano e continuo con Google in risposta a queste improvvise e massicce perdite di traffico, per le quali non esiste alcuna spiegazione plausibile, inclusa quella di un cambiamento algoritmico.
Vogliamo sottolineare con forza che le modifiche al flusso di traffico apportate da Google senza alcuna supervisione, basate esclusivamente sulle proprie esigenze, non influenzano solo la visibilità delle istituzioni mediatiche. Questo 'nuovo' ecosistema di informazione online, in cui le testate indipendenti costituiscono la maggior parte di coloro che vengono ignorati da Google, rende anche più difficile per l'opinione pubblica accedere alle notizie. A lungo termine, questa situazione, che ha il potenziale di causare danni irreversibili alle strutture finanziarie delle istituzioni mediatiche che già lottano contro numerose pressioni, ostacola ulteriormente l'accesso dei cittadini all'informazione.
Nei giorni in cui preparavamo la dichiarazione che state leggendo, la chiusura di Gazete Duvar, i cui dipendenti hanno firmato il testo, rivela quanto sia reale il pericolo su cui stiamo cercando di attirare l'attenzione.
Per questi motivi, come testate giornalistiche indipendenti che operano in Turchia, annunciamo che seguiremo in ogni sede la tutela dei nostri diritti istituzionali, del lavoro dei nostri dipendenti e del sostegno dei nostri lettori, violati da questo atteggiamento di Google.
Dichiariamo che continueremo questa battaglia con i ricorsi che presenteremo presso le autorità legali locali e internazionali, a partire dall'Autorità per la Concorrenza (Rekabet Kurumu), e che monitoreremo con insistenza questa distruzione che Google ha creato nel nostro Paese, così come nel resto del mondo.
Inoltre, invitiamo le istituzioni statali turche competenti ad adottare le misure necessarie, a non permettere che Google o altri monopoli tecnologici prendano di mira il diritto dell'opinione pubblica di essere informata e l'impegno per un giornalismo indipendente, ad attuare regolamenti che rafforzino i media locali e, durante questi lavori, a mantenere aperti i canali di scambio di idee senza operare alcuna distinzione tra le istituzioni mediatiche.
Abbiamo anche un appello per gli inserzionisti che producono in Turchia e guadagnano in Turchia:
Destinate una parte significativa delle vostre entrate alla pubblicità online per raggiungere i consumatori ed essere visibili. Tuttavia, poiché i siti di informazione, che sono tra i punti di incontro più importanti con i consumatori, subiscono perdite di lettori fino al 90% a causa dell'embargo di Google, anche questo investimento non raggiunge il suo obiettivo. Vi invitiamo a indirizzare le vostre pubblicità direttamente alle testate giornalistiche che operano nel nostro Paese, finché Google e le altre aziende tecnologiche non abbandoneranno questo atteggiamento e non verrà stabilito un ordine trasparente e garantito da normative legali.
Il nostro ultimo appello è ai nostri lettori:
La crisi vissuta dai media indipendenti è la crisi di tutti i cittadini che vogliono ricevere notizie liberamente. E ancora di più, questa è una crisi democratica.
Non leggete le notizie su Internet tramite Google, ma accedendo direttamente ai siti web di cui siete lettori; sostenete i media indipendenti rompendo questo embargo segreto!
Se ne avete la possibilità, date il vostro contributo abbonandovi o facendo donazioni alle testate giornalistiche che seguite.
Possiamo superare questi giorni solo con il sostegno e la solidarietà di voi lettori.
Cordiali saluti...'
Artı Gerçek, BirGün, Diken, Ekonomim, Gazete Pencere, Kısa Dalga, Medyascope, T24
Fonte della notizia: 12punto
I piu letti
Emergono i messaggi tra Haluk Levent e la sua assistente Yeliz Kaya
La professoressa Emel diventerà una volontaria TEMA non appena uscirà!...
Dal Corano sulle lance al versetto sullo striscione: Sii retto come ti è stato ordinato
L'intervento di Kemal Okuyan su Haluk Levent fa discutere
L'articolo di mesi fa di Fatih Altaylı torna d'attualità
'Vi sono piaciuti gli omaggi, vero?'
Gazzetta Ufficiale / 6 - 12 luglio 2026
Ordine di custodia cautelare per Ece Güner nell'ambito dell'inchiesta su Ahbap
Le ciliegie che hanno mangiato sono state fatali!
Sospetto avvelenamento in un hotel di lusso