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Critiche degli economisti sui dati TÜİK e sul costo della vita dopo l'inflazione di luglio

Dopo che il TÜİK ha annunciato un CPI mensile dell'1,78% e annuale del 31,75% per luglio, gli economisti hanno sollevato dubbi sull'affidabilità dei dati e hanno richiamato l'attenzione sul caro vita.

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Critiche degli economisti sui dati TÜİK e sul costo della vita dopo l'inflazione di luglio

Dopo che l'Istituto di Statistica Turco (TÜİK) ha annunciato i dati sull'inflazione di luglio, sono giunte le valutazioni degli economisti in merito all'affidabilità dei dati, alle condizioni di sussistenza e alla struttura degli aumenti dei prezzi.

Secondo il TÜİK, l'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) è aumentato dell'1,78% su base mensile e del 31,75% su base annua a luglio. Nonostante l'aumento mensile sia risultato inferiore alle aspettative, le cifre annunciate hanno riportato al centro del dibattito la persistenza dell'inflazione e il caro vita percepito dalla popolazione.

L'economista Aziz Çelik ha criticato il fatto che il TÜİK non pubblichi l'elenco dei prezzi dei singoli prodotti, nonostante le sentenze giudiziarie definitive. Çelik ha dichiarato: "Il TÜİK non può essere credibile, qualunque cosa faccia! Non importa cosa faccia il TÜİK, non può essere convincente riguardo ai dati sull'inflazione".

Facendo riferimento alla decisione della 6ª Corte Amministrativa di Ankara, Çelik ha sostenuto che un'istituzione pubblica che non rispetta le decisioni giudiziarie non può essere presa sul serio. Al centro della controversia vi è la mancata condivisione con l'opinione pubblica dei dati sui prezzi basati sui prodotti utilizzati dal TÜİK nel calcolo dell'inflazione.

ENFASI SUL COSTO DELLA VITA E SUI GENERI ALIMENTARI

La Prof.ssa Serap Durusoy ha affermato che i dati annunciati sono lontani dal riflettere il caro vita che i cittadini devono affrontare. Durusoy ha dichiarato che il quadro dell'1,78% mensile e del 31,75% annuo dimostra che "l'oscurità nell'economia continua".

Durusoy ha sottolineato che l'inflazione crea una lotta per la sopravvivenza, ricordando che la soglia di povertà è salita a 36.940 TL e che il tasso massimo di aumento degli affitti per luglio è stato del 32,90%. Ha inoltre osservato che, nonostante il dato sia risultato inferiore alle aspettative, non si è verificata una rottura significativa.

Il professore di economia Fatih Özatay ha valutato la situazione dell'inflazione definendola "inflazione rigida". Il Prof. Dr. Şenol Babuşcu, d'altra parte, ha richiamato l'attenzione sulla differenza tra il TÜİK e i calcoli indipendenti dell'inflazione, sottolineando che il dato mensile del TÜİK è rimasto al 58% del tasso annunciato dall'ENAG.

L'ex direttore generale della TCMB, Ali Çufadar, ha sottolineato l'aumento dei prezzi di frutta e verdura, affermando che le politiche agricole dovrebbero essere messe in discussione. Çufadar ha dichiarato che i pensionati e le fasce a basso reddito stanno vivendo problemi di alimentazione e ha espresso l'aspettativa di una correzione tecnica dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale nel mese di agosto, senza ulteriori ritardi.

L'ex capo economista della TCMB, Ali Hakan Kara, ha affermato che, guardando al lato positivo del dato, esso indica l'inflazione di luglio più bassa degli ultimi 6 anni. Kara ha valutato che, in assenza di nuovi shock esterni, l'inflazione CPI potrebbe scendere leggermente al di sotto del 30% entro la fine dell'anno e che il tasso di riferimento potrebbe essere ridotto intorno al 35%.

Anche l'economista İris Cibre ha espresso che si osserva una "vischiosità" nei prezzi di alimentari, servizi e produttori. Cibre ha dichiarato che vi è un rallentamento della domanda di beni, ma che non vede segnali positivi per settembre, annunciando di aver rivisto al ribasso le sue aspettative di inflazione di fine anno al 30% e quelle sul tasso di riferimento al 35%.

 

Fonte della notizia: 12punto

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