Adolescence: L'infanzia all'ombra del bullismo...
Adolescence, la nuova miniserie di Netflix che sta facendo discutere, mette a nudo il bullismo tra pari, la cultura incel e i lati oscuri della violenza, spingendo gli spettatori a interrogarsi sul pericoloso passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza.
Hilal Özdemir
La nuova miniserie di Netflix, Adolescence, ha suscitato un grande clamore sui social media fin dal momento della sua uscita.
Affrontando temi delicati e attuali come il bullismo tra pari e la cultura incel, la serie racconta la storia di un tredicenne che uccide brutalmente una compagna di scuola e le conseguenze che ne derivano.
La Turchia ha conosciuto la cultura "incel" – termine nato dalla fusione delle parole "involuntary celibate" (celibe involontario) – in occasione del "delitto del muro". Indagando su cosa fosse, abbiamo scoperto che uomini che si sentono emarginati si riuniscono sui social media e nelle chat room, formando gruppi che portano alla violenza e agli omicidi.
Gli incel hanno iniziato a finire sotto la lente d'ingrandimento della cultura popolare in seguito ai massacri compiuti da due giovani uomini in Nord America nel 2014 e nel 2018, risultati collegati a questa sottocultura. Successivamente, hanno guadagnato molti seguaci attraverso post sui social media e dirette streaming. Questi gruppi, che rappresentano un appiglio per molti uomini che si sentono esclusi, hanno portato alla realizzazione di numerose azioni culminate in omicidi.

Nella serie britannica in quattro episodi, Stephen Graham, Owen Cooper e Ashley Walters interpretano i ruoli principali.
Uno degli aspetti più notevoli della serie è che gli episodi sono girati in piano sequenza. Questa tecnica, estremamente impegnativa per il regista e per gli attori, regala uno spettacolo visivo che scorre senza interruzioni dall'inizio alla fine.
Gli episodi durano in media un'ora. In pratica, dal momento in cui la telecamera inizia a registrare fino alla fine dell'episodio, assistiamo agli eventi in tempo reale, senza alcun taglio.
Adolescence affronta le diverse fasi di un omicidio in quattro episodi. Iniziamo conoscendo la famiglia la mattina dell'arresto, durante le perquisizioni in casa. Successivamente, seguiamo le indagini condotte dalla polizia nella scuola di Jamie Miller, l'autore del delitto. Nel terzo episodio, mentre Jamie parla con uno psicologo, scopriamo gradualmente il percorso che ha portato all'omicidio. L'ultimo episodio, invece, mostra una giornata vissuta dalla famiglia di Jamie all'ombra del crimine commesso dal figlio.
La serie si concentra sul bullismo tra pari e sugli effetti devastanti dell'uso incontrollato di Internet sui bambini, attraverso lo sguardo delle persone colpite dall'omicidio.

La famiglia protagonista è composta da madre, padre, un figlio e una figlia. Anche se ognuno si ritira nella propria stanza chiudendo la porta, capire cosa accade dietro quelle porte dipende dalla comunicazione che i genitori stabiliscono con i propri figli. Durante le indagini, emerge che persino le emoji negli account social di Jamie contenevano messaggi nascosti che rimandavano alla cultura incel. Un'emoji che nella vita quotidiana sembra innocente può trascinare i bambini su strade sbagliate.
Nel secondo episodio, le squadre di polizia che conducono le indagini si recano nella scuola di Jamie Miller. Anche il figlio del poliziotto Luke Bascombe, membro della squadra, frequenta la stessa scuola. Intervistando insegnanti e studenti, gli agenti si rendono conto di quanto possa spingersi oltre il bullismo tra pari. Nel frattempo, scopriamo anche che il poliziotto Luke Bascombe ha dei problemi con suo figlio.
Nel terzo episodio, conosciamo più da vicino il tredicenne Jamie Miller. Attraverso la conversazione con lo psicologo, che raccoglie informazioni su di lui per presentarle come rapporto al tribunale, comprendiamo meglio il processo che ha spinto Miller verso l'omicidio.
Il quarto episodio affronta i vicoli ciechi vissuti dalla famiglia di Jamie. L'atteggiamento giudicante delle persone intorno e la difficoltà di continuare a vivere nel luogo in cui risiedono approfondiscono il dramma della famiglia.
Stephen Graham, uno dei protagonisti, è anche lo sceneggiatore della serie.
Graham ha dichiarato di essersi interrogato su come si sia arrivati a un punto in cui tali eventi accadono "regolarmente", aggiungendo: "Non riuscivo a capire. Per questo ho voluto davvero approfondire questo tema e cercare di farvi luce".
Ci auguriamo che ciò che accade nella serie Adolescence, che guarderete tutta d'un fiato, rimanga solo nella finzione e che i bambini crescano in terre dove, al posto della cultura della violenza, venga seminato l'amore...
Fonte della notizia: 12punto
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