Sentenza del tribunale nella causa per diffamazione intentata da Hilal Kaplan: 'Libertà di espressione'
Hilal Kaplan, nota per la sua vicinanza all'AKP, aveva intentato una causa per diffamazione nel 2023 in seguito a un commento apparso su Facebook che recitava: "Sarebbe bastato essere onorevoli, morali e onesti prima di far imporre il blocco all'accesso alla notizia". È stata emessa la sentenza sul caso.
Hilal Kaplan, editorialista di Sabah e Daily Sabah e membro del consiglio di amministrazione della TRT, nel 2023 aveva divorziato da Süheyb Öğüt per poi sposare Tevfik Emre Sarı, editorialista del quotidiano Milat; poco tempo dopo, era stato imposto un blocco all'accesso alle notizie riguardanti il matrimonio.
Un'utente di nome Nurdan Demir, in quel periodo, aveva commentato la notizia pubblicata dal sito "Sol Haber" su Facebook, intitolata "Imposto il blocco all'accesso alle notizie su Hilal Kaplan e Tevfik Emre Sarı", scrivendo: "Sarebbe bastato essere onorevoli, morali e onesti prima di far imporre il blocco all'accesso alla notizia".
Hilal Kaplan, sostenendo che il commento pubblicato da Nurdan Demir su Facebook contenesse un insulto, ha richiesto l'apertura di un procedimento giudiziario contro l'imputata.
Secondo quanto riportato da Halktv.com.tr, nell'atto d'accusa preparato dalla procura si sosteneva che l'espressione in questione violasse i diritti personali della querelante, richiedendo quindi la condanna dell'imputata.
"NESSUN INSULTO"
L'imputata Nurdan Demir, nella sua difesa in tribunale, ha dichiarato che era passato molto tempo dall'accaduto e di non ricordare il commento, ma ha precisato di non aver avuto alcuna intenzione di insultare. Il tribunale, in linea con il processo svolto, le prove presentate e le perizie, ha stabilito che l'imputata non ha commesso il reato di diffamazione.
SPESE PROCESSUALI A CARICO DELL'ERARIO
Il tribunale ha stabilito che il post in questione deve essere considerato nell'ambito della libertà di pensiero e di espressione, pronunciando l'assoluzione dell'imputata. Inoltre, è stato deciso che le spese legali, pari a 30.000 TL, dovute alla rappresentanza dell'imputata tramite un avvocato, saranno a carico dell'erario.
L'avvocato di Demir, Doğan Erkan, ha spiegato che, trattandosi di un processo penale e rientrando tutti i processi penali nell'ambito dell'azione pubblica, in caso di assoluzione dell'imputato tutte le spese processuali sono a carico dell'Erario.
Fonte della notizia: 12punto
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