TKH: 'Şeyh Sait è reazione'
In una dichiarazione rilasciata dal TKH si legge: "Şeyh Sait è il simbolo della reazione e della controrivoluzione. Dare questo nome alle strade e alle piazze del Paese è un'aperta ostilità verso la Repubblica, la laicità e il progresso".
Il Movimento Comunista Turco (TKH) ha pubblicato una dichiarazione in merito alla decisione dell'amministrazione commissariale nominata dall'AKP di dare il nome di Şeyh Sait all'autostrada costruita tra Diyarbakır ed Elazığ.
"ŞEYH SAİT È REAZIONE"
Nella dichiarazione, sottolineando che Şeyh Sait è il simbolo della reazione e della controrivoluzione, si afferma: "Dare questo nome alle strade e alle piazze del Paese è un'aperta ostilità verso la Repubblica, la laicità e il progresso". Nella dichiarazione, pubblicata con il titolo "Şeyh Sait è reazione!", si legge quanto segue:
"Non restare in silenzio per una Turchia laica!
Il fatto che il nome di Şeyh Sait, rappresentante della reazione, della controrivoluzione e dell'islamismo politico, sia stato dato all'autostrada costruita tra Diyarbakır ed Elazığ dall'amministrazione commissariale nominata dall'AKP, è la prova del cambiamento di regime nel Paese.
Allo stesso tempo, la scelta del nome di Şeyh Sait è un passo consapevole ed è un tributo pagato dall'AKP al partito shariatico HÜDA-PAR prima delle elezioni locali. Il fatto che un simile passo venga compiuto nel centenario della Repubblica fondata nel 1923, non solo mostra la politica ipocrita dell'AKP, ma esprime chiaramente il carattere reazionario-fascista del regime. Da un lato il rilascio di figure come Ogün Samast, dall'altro l'assegnazione del nome di Şeyh Sait alle strade, dimostrano che l'alleanza AKP-MHP-Hezbollah è ormai un potere statale.
"CHIAMIAMO ALLA LOTTA"
Şeyh Sait è il simbolo della reazione e della controrivoluzione. Dare questo nome alle strade e alle piazze del Paese è un'aperta ostilità verso la Repubblica, la laicità e il progresso. Dichiariamo ancora una volta che non ci piegheremo a questa audacia mostrata contro la Repubblica e la laicità, e chiamiamo le forze progressiste, lavoratrici e patriottiche di questo Paese a lottare!
La laicità non si conquisterà rivendicando gli Şeyh Sait, ma lottando contro questa mentalità!"
Fonte della notizia: 12punto
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