I post sullo 'stato' di WhatsApp di Burcu Köksal sollevano accuse di nepotismo e favoritismi
Le immagini condivise dall'account del sindaco di Afyonkarahisar, Burcu Köksal, contengono messaggi relativi a richieste di assunzione e conflitti interni all'amministrazione comunale.
I post sullo "stato" di WhatsApp, che si ritiene siano stati pubblicati dall'account del sindaco di Afyonkarahisar, Burcu Köksal, hanno sollevato accuse riguardanti richieste di assunzione, trasferimenti di personale e controversie interne all'ente.
Si ipotizza che sull'account della Köksal, passata dal CHP all'AKP nel mese di maggio, siano stati pubblicati in sequenza come "stato" messaggi privati a lei indirizzati e alcune note di trascrizione. Nei post, hanno attirato l'attenzione le richieste di assunzione di parenti e le dichiarazioni riguardanti le sedi di servizio del personale.

In uno dei messaggi presenti nelle immagini si legge: "Signor Sindaco, sono certo che troverà una posizione adeguata per mio figlio". In un altro post è apparsa la frase: "Mio figlio dice che lunedì si dimetterà, rispetterò ogni decisione che prenderete".
Nei post non figurano solo richieste di assunzione, ma anche accuse relative a tensioni tra i dipendenti comunali e alcuni uffici. È stato sostenuto che alcuni membri del personale siano stati spostati in unità diverse, che vi siano raggruppamenti tra i dirigenti e che si stiano discutendo posizionamenti politici all'interno del comune.

La presenza nei testi in questione di frasi come "Noi siamo dalla parte di Burcu Köksal, ieri come oggi" e "Chi dice che Burcu Köksal se ne andrà presto..." ha sollevato discussioni sugli equilibri interni al comune dopo il cambio di partito.
Un altro post degno di nota conteneva la nota: "Questo messaggio è stato inviato da Ahmet Türk, vicedirettore presso la YÜNTAŞ". Questa nota ha portato a valutazioni sul fatto che i messaggi potessero essere stati preparati allo scopo di registrare la provenienza delle comunicazioni o di inoltrarle a terzi.

Resta incerto se le immagini siano state condivise come "stato" per errore. La polemica ha riportato al centro del dibattito le accuse di clientelismo nelle amministrazioni comunali e il tema della trasparenza negli enti locali.
Fonte della notizia: 12punto
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