Dibattito sugli uliveti in Parlamento: tensione tra Başarır (CHP) e Varank (AKP) sulla frase 'pelle dura'
La proposta di legge che prevede l'apertura degli uliveti alle attività minerarie ha scatenato accesi dibattiti in Parlamento. Tra Ali Mahir Başarır del CHP e Mustafa Varank dell'AKP è nata una polemica sull'espressione "pelle dura".
Nell'Assemblea Generale della Grande Assemblea Nazionale Turca è iniziata la discussione sulla proposta di legge che prevede l'apertura degli uliveti alle attività minerarie. Questa proposta, nota nell'opinione pubblica come "Super Permesso", sta causando diverse controversie.
Il deputato dell'AKP per Tokat, Mustafa Arslan, criticando la posizione dell'opposizione contro gli investimenti energetici, ha dichiarato: "Mentre nel mondo si vivono crisi energetiche, non è possibile comprendere l'opposizione a questa proposta". Arslan, sottolineando il numero di alberi di ulivo piantati durante i governi dell'AK Party, ha affermato: "Non vengono abbattuti 82 mila alberi, vengono solo spostati".
LE CRITICHE DI BAŞARIR
Il vicepresidente del gruppo CHP, Ali Mahir Başarır, ha affermato che la proposta di legge non è nell'interesse pubblico e contraddice la Costituzione. Başarır ha dichiarato: "Questa legge serve agli interessi di un gruppo di aziende. Contiene articoli contrari alla Costituzione". Inoltre, nelle sue critiche rivolte a Varank, Başarır ha usato l'espressione "pelle dura", sostenendo che Varank non tenga in considerazione le opinioni degli agricoltori.
LA RISPOSTA DI VARANK: 'NON HO AVUTO CONTATTI'
Il deputato dell'AKP per Bursa, Mustafa Varank, affermando che la proposta di legge serve agli interessi della Turchia, ha detto: "L'accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili è nell'interesse pubblico".
Varank, in risposta all'espressione "pelle dura" di Başarır, ha replicato: "Non ho avuto alcun contatto con lei. Come fa a sapere che ho la pelle dura?"
Anche il vicepresidente del gruppo DEM Parti, Sezai Temelli, affermando che la proposta contraddice la Costituzione, ha detto: "La crisi climatica non è come le crisi economiche, non c'è ritorno". Temelli ha sottolineato che i disastri naturali ed ecologici hanno raggiunto dimensioni gravi.
Questi dibattiti in Parlamento hanno messo ancora una volta in luce le diverse opinioni sul futuro degli uliveti e sulle politiche energetiche.
Fonte della notizia: 12punto
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