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L'accordo tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan sulla stampa mondiale: la NATO musulmana

L'accordo di difesa comune firmato venerdì alla Mecca da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan ha trovato ampio spazio sulla stampa internazionale. Nei resoconti sono state utilizzate espressioni come "accordo di difesa in stile NATO", "NATO musulmana" e "vergogna ad Atene". I media israeliani hanno sottolineato che il fattore che ha spinto l'Arabia Saudita verso l'accordo è la preoccupazione che gli Stati Uniti non sostengano il Paese e la sfiducia nelle garanzie di sicurezza offerte da Washington.

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L'accordo tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan sulla stampa mondiale: la NATO musulmana

Il "Patto di difesa comune della Mecca", firmato dal Presidente della Repubblica e leader dell'AKP Recep Tayyip Erdoğan, dal Principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman e dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, è stato ampiamente trattato dai media internazionali.

Il quotidiano britannico Guardian ha annunciato lo sviluppo con il titolo: "Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un patto di difesa in stile NATO mentre continuano gli attacchi degli Houthi nello Yemen".

Nell'articolo si afferma che l'accordo prevede che un attacco contro uno dei tre Paesi sia considerato un attacco contro tutti. Il pezzo aggiunge inoltre: "Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, firmando un accordo di mutua difesa, hanno riunito tre dei Paesi più influenti del mondo islamico sotto un patto simile alla NATO".

Channel 4 richiama l'attenzione sul fatto che l'accordo sia stato firmato alla Mecca

L'emittente britannica Channel 4 ha definito il patto una "NATO musulmana". Nel servizio si sottolinea che l'accordo non è stato firmato in una delle capitali dei Paesi partecipanti, ma alla Mecca, città santa dell'Islam, aggiungendo: "Questo accordo riunisce tre dei più potenti Paesi musulmani sunniti".

Il servizio evidenzia inoltre che l'accordo giunge in un momento in cui, in seguito agli attacchi contro l'Iran, l'egemonia degli Stati Uniti in Medio Oriente viene messa in discussione.

DW: "L'Accordo della Mecca è di importanza storica"

L'emittente tedesca Deutsche Welle ha utilizzato nel suo articolo il titolo: "L'Accordo della Mecca è di importanza storica". È stato sottolineato che l'accordo prevede lo sviluppo della cooperazione in materia di difesa tra i tre Stati in tutti i settori.

CNN: "Un accordo di difesa simile alla NATO"

L'emittente statunitense CNN ha affermato che l'Arabia Saudita ha firmato un accordo di difesa simile alla NATO con la Turchia e il Pakistan, i Paesi militarmente più forti del mondo islamico. Notando che i tre Paesi hanno trasformato le loro relazioni di sicurezza pluriennali in un'alleanza di difesa collettiva, l'articolo afferma: "Mentre la Turchia possiede il secondo esercito più grande della NATO dopo gli Stati Uniti, il Pakistan è l'unico Paese a possedere armi nucleari". Il servizio cita anche la dichiarazione di un funzionario turco secondo cui altri Paesi della regione potrebbero aderire all'accordo, sottolineando la possibilità che l'intesa possa espandersi accettando nuovi membri in modo simile alla NATO.

Stampa greca: "Vergogna ad Atene"

Il quotidiano greco Kathimerini, in un articolo a firma di Vasilis Nedos, ha analizzato gli effetti dell'accordo per la Grecia. Nella valutazione si sottolinea che la relazione strategica che Atene ha cercato di costruire con l'Arabia Saudita negli ultimi 5 anni non ha prodotto risultati e che, nonostante il sostegno fornito dalla Grecia per la protezione dell'Arabia Saudita, Riad ha preferito formare un'alleanza con Turchia e Pakistan. Nell'articolo intitolato "L'Accordo della Mecca crea nuovi equilibri e vergogna ad Atene", si evidenzia come Atene non abbia raccolto i frutti degli investimenti fatti nelle relazioni con l'Arabia Saudita. Il pezzo afferma inoltre che l'accordo aumenterà il peso militare e politico della Turchia e unirà le capacità di difesa di Turchia e Pakistan grazie ai finanziamenti sauditi. Si precisa che la situazione aumenterà le esportazioni di difesa della Turchia nel Golfo, rafforzerà la sua influenza regionale e sarà fonte di preoccupazione per Atene.

Il portale di notizie greco TVXS ha interpretato l'accordo come "il fallimento della politica dell'Arabia Saudita del governo Mitsotakis". Nell'articolo, in cui si ricorda che la Grecia ha schierato il sistema di difesa aerea Patriot nel Paese per sostenere la difesa dell'Arabia Saudita, si sottolinea che Atene non ha ottenuto alcun guadagno strategico nonostante tutti i suoi investimenti.

L'emittente greco-cipriota AlphaNews ha analizzato l'accordo della Mecca in relazione alla decisione della Turchia sul "casus belli" (motivo di guerra) contro la Grecia e alla presenza militare turca a Cipro. Nell'analisi pubblicata oggi, si commenta che la creazione di un'alleanza di difesa collettiva da parte della Turchia con il Pakistan, dotato di potenza nucleare, e l'Arabia Saudita, dotata di potenza finanziaria, potrebbe influenzare gli equilibri di potere nella regione.

La stampa israeliana si concentra sull'impatto dell'accordo sulla normalizzazione con l'Arabia Saudita

Nei resoconti e nei commenti della stampa israeliana, l'attenzione si è concentrata in particolare sull'impatto dell'accordo su un possibile patto di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita, promosso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Times of Israel ha riportato lo sviluppo con il titolo: "Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano un accordo di difesa comune all'ombra della guerra in Iran". Affermando che l'accordo riunisce la Turchia (membro della NATO), il Pakistan (potenza nucleare) e l'Arabia Saudita (che ospita i luoghi sacri dell'Islam), l'articolo dichiara: "L'accordo ha riunito tre Paesi a maggioranza sunnita che temono l'espansione della guerra nella regione e che hanno strette relazioni con gli Stati Uniti".

In un commento pubblicato sul Times of Israel, si afferma che il Patto di difesa comune della Mecca non significa che i tre Paesi stiano abbandonando le loro attuali relazioni con gli Stati Uniti e la NATO, ma che stanno cercando di sviluppare opzioni alternative senza rendere la loro sicurezza dipendente da Washington. Nel commento a firma di Raghu Kondori, si sostiene che l'accordo sia un fattore che potrebbe aumentare il potere contrattuale dell'Arabia Saudita e dare al Paese un vantaggio nel processo di normalizzazione con Israele. L'articolo conclude: "Per quanto riguarda Washington, questa struttura mostra che i partner non vogliono più fare affidamento esclusivamente sulle garanzie di sicurezza statunitensi, piuttosto che indicare la fine totale dell'influenza americana nella regione".

"Il fattore che ha spinto l'Arabia Saudita verso questa alleanza è la preoccupazione che gli Stati Uniti non sostengano il Paese"

L'emittente israeliana i24, nel suo articolo intitolato "Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano un patto di difesa comune", ha sottolineato che l'accordo prevede che qualsiasi attacco armato contro uno di questi tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti. Il servizio nota che l'accordo arriva in un momento in cui l'Arabia Saudita ha subito attacchi alle sue infrastrutture critiche e agli impianti petroliferi durante la guerra in Iran, spingendo il Paese a cercare di diversificare le sue partnership di difesa.

In un articolo pubblicato da Ynet, si afferma che il fattore che ha spinto l'Arabia Saudita verso questa alleanza è la preoccupazione che gli Stati Uniti non sostengano il Paese e la sfiducia nelle garanzie di sicurezza. Pur affermando che l'accordo complica il processo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita, si sottolinea che la porta non è ancora completamente chiusa.

Il Jerusalem Post, in una valutazione che include le opinioni del generale di brigata in pensione ed ex capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano Yaakov Nagel, ha affermato che l'accordo è per l'Arabia Saudita "una manovra diplomatica per esercitare pressione sull'amministrazione statunitense".


Fonte della notizia: İHA

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