Equilibri cambiati a Bab el-Mandeb: il vuoto nel Mar Rosso rafforza la posizione degli Houthi e dell'Iran
Gli sviluppi all'ingresso meridionale del Mar Rosso mettono in difficoltà i piani regionali dell'asse Emirati Arabi Uniti-Israele, avvicinando Ankara, Il Cairo e Riad su una linea comune.
I recenti sviluppi lungo lo stretto di Bab el-Mandeb, dove il Mar Rosso si apre sul Golfo di Aden, hanno riaperto il dibattito sull'equilibrio di potere nella regione. Il controllo ottenuto dagli Houthi a settembre su alcuni punti critici lungo la costa yemenita e nei pressi dello stretto ha reso evidente la fragilità dell'architettura strategica che gli Emirati Arabi Uniti (EAU) e Israele cercavano di costruire da tempo nell'equazione Corno d'Africa-Mar Rosso.
Nelle analisi sulla regione, viene sottolineato che Bab el-Mandeb, attraverso cui transita circa il 12% del commercio mondiale, riveste un'importanza cruciale non solo per la guerra in Yemen, ma anche per l'energia globale e il trasporto di container. L'aumento dell'influenza degli Houthi attorno all'isola di Mayun/Perim ha alimentato le interpretazioni secondo cui l'Iran potrebbe esercitare una maggiore pressione sui passaggi marittimi attraverso i suoi alleati nella regione.
Questo quadro evidenzia i limiti della politica di influenza che gli EAU hanno sviluppato negli ultimi anni attraverso porti, basi e alleati locali lungo la linea Yemen, Socotra, isola di Mayun, Somaliland e Puntland. L'approccio di Abu Dhabi è stato a lungo oggetto di dibattito nella regione a causa del sostegno ad attori locali o sub-statali anziché a strutture statali centrali.
LA LINEA MARITTIMA DEGLI EAU È SCOSSA
Il sostegno fornito dagli EAU al Consiglio di Transizione del Sud in Yemen e a strutture come il Somaliland nel Corno d'Africa era associato all'obiettivo di creare una rete di sicurezza e influenza nel sud del Mar Rosso. Tra le ragioni dichiarate per questa linea vi erano il monitoraggio del traffico marittimo e il blocco del flusso di armi di provenienza iraniana diretto agli Houthi.
Tuttavia, la tensione tra le forze sostenute dagli EAU in Yemen e l'Arabia Saudita ha causato la rapida disgregazione di questa struttura. Le mosse del Consiglio di Transizione del Sud verso Hadramaut e Al-Mahra sono state valutate da Riad come una minaccia per la sicurezza dei confini. Successivamente, il ritiro degli EAU da alcuni punti critici in Yemen ha indebolito i capisaldi della coalizione anti-Houthi sulla costa.
Questo vuoto ha facilitato l'avanzata degli Houthi lungo la costa yemenita del Mar Rosso a partire dall'estate. Gli sviluppi attorno a Mokha, Perim/Mayun e le isole Hanish hanno rafforzato le valutazioni secondo cui il controllo sul versante yemenita di Bab el-Mandeb è effettivamente passato di mano.
In alcune analisi basate su fonti ufficiali statunitensi, viene richiamata l'attenzione sul ruolo svolto sul campo dagli elementi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana. Nelle pubblicazioni con sede ad Abu Dhabi, è stato invece sostenuto che il comandante della Forza Quds, Abdolreza Shahlaei, abbia avuto un ruolo influente nella direzione delle operazioni. Queste affermazioni hanno portato a interpretazioni secondo cui l'Iran sta cercando di ottenere uno strumento di pressione indiretta sulla sicurezza del transito a Bab el-Mandeb, proprio come avviene nello Stretto di Hormuz.
ANKARA, IL CAIRO E RIAD SI INCONTRANO SULLO STESSO PUNTO
La tensione nel Mar Rosso non si limita solo allo Yemen. La mossa di Israele verso il riconoscimento del Somaliland è stata vista come una sfida diretta per la Turchia, che difende l'integrità territoriale della Somalia. Ankara, nell'ambito delle relazioni militari e politiche sviluppate con Mogadiscio dal 2011, si posiziona come uno dei principali attori a sostegno dell'unità somala.
Il fatto che il Presidente Recep Tayyip Erdoğan abbia definito il riconoscimento del Somaliland come "illegittimo e inaccettabile" ha chiarito la posizione della Turchia su questo dossier. Le dichiarazioni congiunte rilasciate con l'Arabia Saudita e il sostegno fornito al governo federale somalo hanno dimostrato che Ankara e Riad si sono incontrate su una linea simile su questo tema.
Anche l'Egitto si è avvicinato alla stessa posizione per ragioni diverse. Il Cairo considera Bab el-Mandeb come un'estensione strategica del Canale di Suez. Il memorandum d'intesa dell'Etiopia con il Somaliland riguardante l'accesso al mare e la creazione di una base è stato valutato al Cairo in relazione sia alla sicurezza del canale che alle discussioni sulla sicurezza idrica nel bacino del Nilo. Per questo motivo, Il Cairo ha intrapreso la strada di un aumento della cooperazione in materia di difesa con il governo federale somalo.
In definitiva, l'equazione regionale che gli EAU e Israele hanno cercato di costruire attraverso attori locali come il Somaliland ha portato attori come Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar ad assumere una posizione più marcata attorno al governo centrale somalo. Anche l'Unione Africana e l'Unione Europea, sottolineando l'integrità territoriale della Somalia, hanno rafforzato questa posizione contraria a livello diplomatico.
La situazione attuale a Bab el-Mandeb dimostra che la sicurezza del Mar Rosso non può più essere garantita solo da presenze militari esterne o investimenti portuali. Le dichiarazioni degli Houthi sulla pressione contro il trasporto marittimo saudita e il calo delle spedizioni di greggio saudita hanno reso concreto il rischio che lo stretto comporta per il flusso energetico globale.
Il nuovo quadro emerso nella regione indica che la strategia di stabilire un'influenza attraverso strutture per procura che indeboliscono gli stati centrali non ha prodotto la stabilità sperata. Mentre il vuoto creatosi sulle coste yemenite rafforza la mano degli Houthi, e quindi dell'Iran, nel Corno d'Africa è accelerato l'avvicinamento tra i paesi che difendono l'integrità della Somalia. Questo cambiamento all'ingresso meridionale del Mar Rosso continuerà a essere uno dei temi più critici sia per la competizione regionale che per la sicurezza del commercio globale nel prossimo periodo.
Fonte della notizia: 12punto
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