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Allarme 'munizioni' per le navi USA: le scorte sono vicine all'esaurimento

Secondo il Washington Post, il comandante dell'EUCOM, il generale Alexus Grynkewich, ha informato il Pentagono che le scorte di cacciatorpediniere e di difesa missilistica nel Mediterraneo orientale sono al limite.

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Pubblicato: 01.08.2026 18:17 Aggiornato: 01.08.2026 18:17
Allarme 'munizioni' per le navi USA: le scorte sono vicine all'esaurimento

Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, le unità navali americane impegnate nel Mediterraneo orientale a sostegno di Israele hanno raggiunto una soglia critica in termini di munizioni e capacità di manutenzione. In un articolo basato su fonti della difesa USA, il Washington Post riferisce che il comandante del Comando europeo degli Stati Uniti (EUCOM), il generale Alexus Grynkewich, ha inviato un avvertimento riservato al Pentagono.

Secondo la notizia, Grynkewich ha comunicato che, in assenza dell'invio di un nuovo cacciatorpediniere nella regione, gli Stati Uniti potrebbero essere costretti a ridurre o ritirare il supporto di difesa missilistica fornito a Israele. L'avvertimento sottolinea che le limitate risorse disponibili saranno destinate prioritariamente alla difesa del territorio nazionale statunitense.

Pentagon kürsüsünde konuşan askeri üniformalı bir ABD komutanı.
L'avvertimento che il generale Alexus Grynkewich avrebbe inviato al Pentagono è diventato un tema centrale sulla stampa americana.

PRESSIONE SU SCORTE E MANUTENZIONE

Nelle valutazioni riportate dal Washington Post, si afferma che la flotta americana di stanza nel Mediterraneo orientale è sottoposta a un intenso ritmo operativo a causa dei continui scontri con l'Iran e della crisi attorno allo Stretto di Hormuz. L'articolo rileva che il carico di lavoro delle navi americane è aumentato nella protezione di Israele contro gli attacchi di missili balistici e droni.

Si ipotizza che l'elevato consumo di missili intercettori di tipo SM-3 e SM-6, lanciati dai sistemi THAAD e dai cacciatorpediniere equipaggiati con il sistema Aegis, abbia ridotto le scorte di munizioni a livelli critici. È stato inoltre segnalato un crescente bisogno di manutenzione per i 5 cacciatorpediniere americani operativi lungo le rotte e nei porti del Mediterraneo orientale.

Tom Karako, direttore del Missile Defense Project presso il CSIS, citato nell'articolo, ha valutato che la mancanza di una strategia chiara da parte di Washington stia aumentando la pressione sulle scorte di munizioni. Anche il costo e la sostenibilità del supporto militare fornito dagli Stati Uniti a Israele sono tornati al centro del dibattito.


Fonte della notizia: 12punto

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USA Israele Pentagono Mediterraneo orientale Alexus Grynkewich Washington Post Difesa missilistica