A Mersin è stata condotta una seconda ondata di operazioni nell'ambito dell'inchiesta sul Comune di Silifke. Nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Silifke, 7 persone, tra cui alcuni vicesindaci, sono state poste in custodia cautelare.
L'inchiesta ipotizza che "le procedure di appalto, acquisto di beni e servizi, stati di avanzamento lavori, pianificazione urbana e rilascio di licenze all'interno del comune siano state gestite in modo organizzato per ottenere vantaggi illeciti da terzi".
Nel fascicolo si sostiene che siano state raccolte prove indicanti come alcuni dirigenti e dipendenti comunali, insieme a soggetti esterni all'ente, abbiano agito secondo una divisione del lavoro sistematica e continuativa.
Sulla base delle perizie tecniche, delle testimonianze e delle dichiarazioni rese da alcuni dipendenti comunali nell'ambito del "pentimento collaborativo", sono stati fermati i vicesindaci del Comune di Silifke O.Ş. e R.D., l'ex direttore dell'Ufficio Urbanistica E.T.T., il dipendente dell'Ufficio Urbanistica Y.N.Ç., gli ex dipendenti dell'Ufficio Urbanistica Ü.D. e A.E.S., e l'imprenditore M.K.
I sospettati, dopo le procedure di rito presso il dipartimento di polizia, sono stati trasferiti in tribunale.
Nell'inchiesta avviata a giugno contro il Comune di Silifke con le accuse di "corruzione", "turbativa d'asta" e "concussione", 11 persone, tra cui il sindaco Mustafa Turgut, erano state arrestate. Dopo la sospensione di Turgut dall'incarico, l'elezione del sindaco facente funzione era stata vinta dal consigliere comunale del CHP Oğuzhan Kökten.
Fonte della notizia: 12punto