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Pubblicate le motivazioni della sentenza nel caso Güllü: il tribunale elenca le prove

Il tribunale ha reso note le motivazioni della condanna all'ergastolo ostativo inflitta a Tuğyan Ülkem Gülter per l'omicidio della madre, Gül Tut.

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Pubblicato: 24.10.2026 19:20 Aggiornato: 24.10.2026 19:20
Pubblicate le motivazioni della sentenza nel caso Güllü: il tribunale elenca le prove

Nel processo relativo alla morte della cantante Gül Tut, nota come "Güllü", avvenuta in seguito a una caduta da una finestra a Yalova, sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato la figlia, Tuğyan Ülkem Gülter, all'ergastolo ostativo.

Nelle 25 pagine della sentenza della 1ª Corte d'Assise di Yalova, sono state valutate congiuntamente le testimonianze, le registrazioni delle telecamere, le perizie tecniche e le altre prove presenti nel fascicolo. Il tribunale ha condannato la Gülter per il reato di "omicidio volontario aggravato ai danni di una donna e di un ascendente".

Gül Tut era deceduta il 26 settembre 2025 dopo essere caduta dalla finestra della sua abitazione, situata in un edificio di 6 piani in Vali Akı Caddesi, nel quartiere Harmanlar del distretto di Çınarcık, a Yalova. In seguito all'evento, la Gülter e Sultan Nur Ulu, che si trovava in casa quella notte, erano state poste in stato di fermo; la Gülter era stata arrestata il 13 dicembre 2025 con l'accusa di "omicidio volontario". Per la Ulu era stata invece disposta la misura degli arresti domiciliari.

Al termine delle indagini, nei confronti della Gülter era stato avviato un processo con l'accusa di "omicidio volontario premeditato ai danni di un ascendente". Durante l'udienza del 9 ottobre, il tribunale ha condannato l'imputata all'ergastolo ostativo, confermandone la custodia cautelare in carcere.

IL TRIBUNALE HA VALUTATO LA TESTIMONIANZA E LE REGISTRAZIONI

Nelle motivazioni della sentenza viene specificato che al momento dell'accaduto in casa si trovavano solo Gül Tut, Tuğyan Ülkem Gülter e Sultan Nur Ulu. Dall'esame delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell'appartamento e dell'area circostante, è emerso che, durante l'intera giornata precedente all'evento e fino all'ora del decesso, nessun altro oltre a queste tre persone era entrato o uscito dall'abitazione.

Il tribunale ha ritenuto attendibile la deposizione resa in aula da Sultan Nur Ulu, considerata l'unica testimone oculare dell'evento. Secondo la sentenza, la Ulu ha dichiarato di aver visto Gül Tut entrare nella stanza e, mentre lei stessa si voltava verso lo specchio, ha visto la Gülter afferrare la madre per la parte superiore della coscia da dietro e spingerla fuori dalla finestra. Il fatto che nelle prime dichiarazioni la Ulu avesse affermato di non aver visto il momento della caduta è stato interpretato alla luce della sua spiegazione, secondo cui temeva che l'imputata potesse farle del male o incolparla del crimine.

Nella sentenza si afferma che non vi era alcun motivo concreto di ostilità che potesse spingere la Ulu a calunniare l'imputata, che non vi erano altri testimoni oculari nella stanza in cui si è svolto il fatto e che le dichiarazioni della testimone riguardo al suo timore sono state corroborate da altri elementi presenti nel fascicolo.

Nella valutazione delle registrazioni video, è emerso che il 26 settembre 2025, intorno alle 01:22, Gül Tut era entrata in bagno, ne era uscita alle 01:23:58 dicendo "È tutto pronto?" e si era poi diretta verso la stanza della figlia. Intorno alle 01:26:37, subito dopo la caduta, la Gülter e la Ulu sono state riprese mentre si dirigevano in preda al panico verso la porta d'ingresso e le scale.

Nei rapporti dei periti è stato annotato che, durante l'evento, le due persone presenti nella stanza si trovavano a breve distanza da Gül Tut, che dopo il rumore della caduta non è stato udito alcun grido di riflesso improvviso e sono stati esaminati i reperti fisici relativi alla dinamica dell'evento. Nella sentenza si legge inoltre che, a seguito di un'indagine criminalistica effettuata sull'ipotesi della presenza di una sostanza scivolosa nella stanza, non è stata riscontrata alcuna traccia.

Nei rapporti dell'Istituto di Medicina Legale è stato invece indicato che non vi sono prove mediche che indichino che Gül Tut sia morta per avvelenamento; il decesso è avvenuto a causa di un grave trauma corporeo dovuto alla caduta dall'alto, fratture, emorragia cerebrale ed emorragia interna causata da lesioni agli organi vitali.

VALUTAZIONE SUL DUBBIO RIGUARDO AL REATO DI PREMEDITAZIONE

Il tribunale ha concluso che, sulla base delle prove presenti nel fascicolo, non è stato possibile determinare con esattezza quando l'imputata abbia deciso in anticipo e in modo definitivo di uccidere la madre. Per questo motivo, in virtù del principio del "favor rei" (il dubbio giova all'imputato), è stato stabilito che non sussistono le condizioni per il reato di omicidio premeditato.

Tuttavia, il tribunale ha stabilito che, alla luce delle testimonianze, delle registrazioni, delle perizie e delle altre prove, è accertato che Tuğyan Ülkem Gülter abbia ucciso volontariamente la madre Gül Tut. Non sono state concesse attenuanti generiche all'imputata.

È stato comunicato che la sentenza potrà essere impugnata in appello presso il Tribunale Regionale di Giustizia di Bursa entro 2 settimane dalla notifica del dispositivo motivato.

L'avvocato della Gülter, Merve Uçanok, ha annunciato che presenteranno ricorso contro la decisione. Sostenendo che la condanna si basi in gran parte sulla deposizione di Sultan Nur Ulu, la Uçanok ha dichiarato: "Questa sentenza è contraria alla legge. Utilizzeremo tutti i nostri diritti di ricorso nelle sedi superiori. La giustizia non consiste solo nel credere a una narrazione, ma nel dimostrare che tale narrazione sia confermata da prove concrete e che abbia raggiunto una certezza che non può essere spiegata in altro modo".


Fonte della notizia: 12punto

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Güllü Gül Tut Tuğyan Ülkem Gülter Yalova Çınarcık 1° Tribunale Penale Pesante di Yalova motivazioni della sentenza