Immagini scandalose nell'operazione a Mersin: chi le ha diffuse?
La diffusione delle immagini di un fermo avvenuto in un'abitazione durante l'operazione contro la municipalità metropolitana di Mersin ha suscitato la reazione dei politici.
Le immagini emerse dopo l'operazione condotta il 1° ottobre contro la municipalità metropolitana di Mersin hanno sollevato polemiche. Nel video si vedono i momenti in cui le squadre di polizia, giunte in un'abitazione per eseguire un fermo, si trovano di fronte a una donna che apre la porta in pigiama.
Nelle riprese, effettuate presumibilmente all'alba, si vede la polizia entrare in casa dopo l'apertura della porta e la donna visibilmente sorpresa nel trovarsi davanti gli agenti. Al centro della polemica, più che l'operazione in sé, c'è il fatto che la donna sia stata ripresa in uno stato di totale impreparazione e nella sua intimità domestica, e che tali immagini siano state poi diffuse alla stampa.
I politici hanno espresso la loro indignazione attraverso i social media. Gökçe Gökçen ha definito inaccettabile che una donna venga ripresa in casa in pigiama, criticando la presentazione pubblica di tali immagini.
“Se la polizia riprende una donna in casa in pigiama, se risponde ‘non c'è problema, è a scopo informativo’ alla donna che chiede ‘potete spegnere?’, e se il ministero diffonde le immagini alla stampa, come possono le donne sentirsi al sicuro in questo Paese?”
Anche Sibel Suiçmez, nel suo post, ha sostenuto che la registrazione e la pubblicazione del video siano incompatibili con i principi dello Stato di diritto. Seyit Torun ha criticato la ripresa e la diffusione delle immagini di una donna durante una perquisizione mattutina con le parole: “Vergogna”.

ATTENZIONE ALLA DIMENSIONE GIURIDICA
Mahmut Tanal ha valutato la pubblicazione delle immagini in relazione alla segretezza delle indagini, alla tutela della vita privata e all'inviolabilità del domicilio. Tanal ha sottolineato che l'ingresso in un'abitazione nell'ambito di un'indagine non significa che la privacy di quella casa possa essere registrata e diffusa alla stampa o sui social media.
Nel suo post, Tanal ha richiamato l'articolo 157 del Codice di procedura penale (CMK), che stabilisce la segretezza degli atti procedurali durante la fase investigativa, e l'articolo 285 del Codice penale (TCK), che configura come reato la violazione della segretezza delle indagini. Ricordando inoltre le disposizioni della Costituzione sulla protezione della vita privata e l'inviolabilità del domicilio, Tanal ha dichiarato: “La polizia è la forza della legge, non uno strumento di gogna politica”.
“Chi ha girato queste immagini? Chi le ha fatte uscire? Chi le ha diffuse alla stampa? Chi ha dato il permesso? La procura della Repubblica deve far emergere immediatamente la fonte di queste immagini; deve avviare un'indagine giudiziaria e amministrativa contro i responsabili.”
Nel testo di riferimento non sono presenti informazioni su eventuali dichiarazioni ufficiali riguardanti chi abbia effettuato le riprese e come siano state diffuse alla stampa. Il punto centrale delle critiche è stato la necessità di rispettare il confine tra l'esecuzione degli atti giudiziari e la protezione della vita privata delle persone.
Fonte della notizia: 12punto
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