Il procuratore capo della CPI Karim Khan rimosso dall'incarico con decisione dell'Assemblea degli Stati Parte
Karim Khan, che aveva richiesto mandati d'arresto per Netanyahu e Gallant, è stato rimosso dal suo incarico a seguito di un voto segreto tenutosi dopo le accuse di cattiva condotta nei suoi confronti.
L'Assemblea degli Stati Parte della Corte Penale Internazionale (CPI) ha annunciato la rimozione dall'incarico del procuratore capo Karim Khan. La decisione è stata presa durante una sessione speciale tenutasi il 24 luglio 2026 presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
Nel voto segreto, condotto ai sensi dell'articolo 46 dello Statuto di Roma, è stata raggiunta la maggioranza assoluta con il sostegno di 82 Stati parte. Nella decisione dell'Assemblea è stato dichiarato che Khan ha commesso "gravi abusi e violazioni dei doveri d'ufficio".

Karim Khan era salito alla ribalta nel maggio 2024 per aver richiesto mandati d'arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'allora ministro della Difesa Yoav Gallant. In seguito a questo sviluppo, le accuse di molestie sessuali contro Khan erano diventate oggetto di dibattito e Khan si era preso un congedo volontario nel maggio 2025.
COME SI È SVOLTO IL PROCESSO?
Un collegio indipendente composto da tre giudici nominati dalla CPI aveva espresso nel marzo 2026, durante un'indagine, l'opinione che "non fossero stati rilevati abusi o violazioni dei doveri" da parte di Khan. Tuttavia, l'Ufficio dell'Assemblea degli Stati Parte ha deciso di proseguire il procedimento.
L'Ufficio ha sospeso temporaneamente Khan dall'incarico l'8 giugno 2026 con la valutazione di "grave abuso". Con il voto espresso nella sessione speciale del 24 luglio, questo processo è giunto a una decisione definitiva.
Dopo la votazione, gli avvocati di Khan hanno reagito alla decisione affermando che i suoi diritti di difesa e di accreditamento non sono stati riconosciuti. La difesa ha sostenuto che il processo si è concluso in modo illegale, proceduralmente iniquo e non supportato da prove concrete.
Nella dichiarazione rilasciata dalla CPI, è stato osservato che la gestione dell'Ufficio del Procuratore continuerà ad essere affidata ai vice procuratori capo, come avviene dal maggio 2025, quando Khan si era preso il congedo. La Corte ha dichiarato che il suo impegno a garantire responsabilità e giustizia per le vittime rimane saldo.
Karim Khan, eletto procuratore capo della CPI nel febbraio 2021, aveva prestato giuramento il 16 giugno 2021, assumendo l'incarico come terzo procuratore capo della corte.
Fonte della notizia: 12punto
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