Nel fascicolo relativo alla morte dell'ex consulente capo per la regione asiatica del MİT, Kaşif Kozinoğlu, tornato recentemente al centro dell'attenzione, le diverse notizie riportate dalla stampa hanno suscitato polemiche. Dopo l'esumazione della salma di Kozinoğlu, una notizia ha messo in risalto l'ipotesi di "avvelenamento", mentre poco dopo un'altra notizia, basata sul rapporto dell'Istituto di Medicina Legale, ha indicato che la causa del decesso è stata una malattia cardiaca.
Nel servizio pubblicato dal quotidiano Sabah, si afferma che è stato ottenuto accesso al rapporto dell'autopsia e di laboratorio di Kozinoğlu, sostenendo che nella tomba sia stato rinvenuto un "veleno letale". Nell'articolo si riferisce che la tomba è stata aperta su ordine della Procura della Repubblica di Silivri e che si sta indagando sull'ipotesi di omicidio.
Al contrario, nella notizia diffusa dall'agenzia DHA, si osserva che il rapporto del 1° Consiglio di Specializzazione dell'Istituto di Medicina Legale è stato inviato alla Procura della Repubblica di Silivri; nel rapporto si precisa che non sono state trovate prove mediche che Kozinoğlu sia morto a causa di un effetto traumatico o per avvelenamento, e si valuta che il decesso sia avvenuto per una malattia cardiaca.
L'IPOTESI DI UN RICORSO DELLA PROCURA
Un ulteriore sviluppo che ha alimentato la controversia è stata la notizia pubblicata su Sontv. Nell'articolo si ipotizza che la Procura della Repubblica di Silivri presenterà ricorso contro le due conclusioni contenute nel rapporto di Medicina Legale. Nella stessa notizia, vengono sollevate le domande: "Perché l'avvelenamento è stato escluso nonostante il rilevamento di metalli pesanti? Perché la causa della morte è stata attribuita a una malattia cardiaca?"
Il caso Kozinoğlu viene associato ad alcune indagini riaperte di recente. In questo contesto, la ripresa del caso Gülistan Doku e l'adozione di nuove misure in alcuni fascicoli sono state oggetto di varie interpretazioni riguardanti gli equilibri interni al governo e le manovre giudiziarie.
Uno dei nomi menzionati nel fascicolo è quello del colonnello in pensione Hasan Atilla Uğur. Secondo le fonti, nei confronti di Uğur, che condivideva la stessa cella di Kozinoğlu durante il processo Ergenekon, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, una decisione che desta attenzione riguardo al corso delle indagini.
Anche la lettera che Kozinoğlu avrebbe scritto prima della sua morte viene indicata come uno dei motivi per cui il caso è tornato al centro del dibattito. Si riferisce che in tale lettera Kozinoğlu sollevasse accuse riguardanti il MİT e la struttura di Fethullah Gülen, muovendo critiche nei confronti di Hakan Fidan e di alcuni attori politici dell'epoca.
Si attende che la valutazione legale definitiva sulla morte di Kozinoğlu venga chiarita dopo i passi che compirà la procura e le eventuali opposizioni ai rapporti. Le informazioni contraddittorie emerse nel fascicolo mantengono vivo il dibattito su come procederà l'indagine.
Fonte della notizia: 12punto