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Sono emersi nuovi dettagli su Maydonoz Döner, finita nel mirino di un'operazione contro il FETÖ. Nel rapporto MASAK e nell'indagine condotta dalla polizia, è stato stabilito che l'azienda intratteneva rapporti commerciali con nomi legati al FETÖ. È emerso che l'azienda, che cercava di far apparire come attività commerciale il flusso di denaro proveniente dall'estero tramite il franchising, effettuava trasferimenti di denaro di ingente entità a persone che si ritiene siano collegate all'organizzazione, come evidenziato dall'analisi dei movimenti bancari.
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353 PERSONE FERMATE
Nell'operazione "Kıskaç-40", condotta in 31 province con base ad Antalya contro la nota catena di ristorazione Maydonoz Döner, che conta oltre 300 filiali in tutta la Turchia e opera anche a Istanbul, sono stati fermati 353 sospettati, tra cui alcuni dipendenti.
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Mentre è stato nominato un amministratore giudiziario per la gestione dell'azienda, i rapporti MASAK e le indagini svolte hanno rivelato un collegamento finanziario su larga scala.
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ERA EMERSO IL RAPPORTO MASAK
Secondo le ricerche condotte dal Consiglio di investigazione sui crimini finanziari (MASAK), è stato accertato che l'azienda ha effettuato transazioni per circa 220 milioni di lire con nomi legati al FETÖ.
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È stato stabilito che Maydonoz Döner, cresciuta rapidamente soprattutto attraverso il sistema di franchising, ha fornito vantaggi finanziari ai membri dell'organizzazione tramite affiliazioni a livello provinciale. Il ruolo attivo nel sistema di franchising di alcune persone prive di precedenti commerciali e la dichiarazione di redditi bassi sono stati tra gli elementi che hanno destato sospetti.
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COLLEGAMENTI SOSPETTI NEI MOVIMENTI BANCARI
Dalle analisi effettuate è emerso che vi erano movimenti bancari tra la catena di kebab e alcuni vice governatori e prefetti precedentemente destituiti dal loro incarico. Mentre si sostiene che l'azienda non assumesse nemmeno come cameriere persone prive di referenze legate al FETÖ, è emerso che offriva quote tra il 5 e il 10 percento e partnership non ufficiali a persone collegate all'organizzazione.
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LA SPIEGAZIONE DELLA QUOTA AZIONARIA PER EVITARE I CONTROLLI
È stato stabilito che i sospettati legati all'azienda cercavano di non destare sospetti scrivendo "quota azionaria del 5%" nella causale dei trasferimenti di denaro. Inoltre, è stato rilevato che alcuni dipendenti, registrati come camerieri o cassieri nelle filiali, inviavano ingenti somme di denaro ai responsabili dell'azienda. Nell'ambito dell'indagine, è emerso anche che i sospettati si avvertivano a vicenda di "non lasciare tracce con i movimenti bancari".
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EFFETTUATI CONTROLLI DEL TIPO ''È DEI NOSTRI?''
È stato stabilito che Maydonoz Döner effettuava una ricerca preliminare prima di assumere personale, chiedendo "ha indagini in corso, è dei nostri?". D'altra parte, è stato anche accertato che alcuni dipendenti, che si è scoperto aver beneficiato del pentimento collaborativo, venivano licenziati senza ricevere le quote promesse.
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IDENTIFICATI GLI UTILIZZATORI DI BYLOCK
Dall'esame dei telefoni dei 353 sospettati fermati nell'ambito dell'operazione, è emerso che era installato ByLock, il sistema di comunicazione criptato dell'organizzazione. È stato stabilito che i sospettati sviluppavano diversi metodi di comunicazione per portare avanti le attività dell'organizzazione e che agivano con meticolosità per non destare sospetti riguardo alle transazioni finanziarie.
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L'INDAGINE SI ALLARGA
Le autorità di polizia hanno dichiarato che le prove ottenute nell'ambito dell'operazione potrebbero cambiare il corso dell'indagine. Mentre proseguono gli esami su Maydonoz Döner, per la quale è stato nominato un amministratore giudiziario, è stato riferito che continuano i lavori per far emergere completamente le attività commerciali legate al FETÖ.
Fonte della notizia : 12punto