La domanda di oro da parte delle banche centrali mantiene un andamento solido, nonostante il recente ritracciamento dei prezzi. Secondo le stime di Goldman Sachs, basate sui dati relativi agli scambi e ai flussi, le banche centrali hanno acquistato 79 tonnellate di oro nel mese di agosto.
Questa cifra è nettamente superiore alle 44 tonnellate di acquisti calcolate per il mese di luglio. Il dato di agosto indica inoltre un volume di acquisti superiore di oltre quattro volte rispetto alla media mensile di 17 tonnellate registrata prima del 2022.
LA CINA GUIDA GLI ACQUISTI
Secondo i dati trimestrali destagionalizzati, gli acquisti di oro da parte delle banche centrali si sono attestati su un livello mensile di circa 85 tonnellate. Nei calcoli di Goldman Sachs, la Cina si è distinta come il principale acquirente identificabile, con circa 25 tonnellate acquistate.
Questa stima risulta superiore alle circa 20 tonnellate di acquisti dichiarate dalla Banca Centrale Cinese. Il fatto che Goldman Sachs prenda in considerazione non solo le dichiarazioni ufficiali ma anche i dati su scambi e flussi, porta le stime della banca ad apparire più elevate rispetto ai dati sugli acquisti netti riportati dal World Gold Council per le banche centrali.
I dati hanno sollevato anche la questione dei cambiamenti nei luoghi in cui le banche centrali detengono le proprie riserve auree. Secondo Goldman Sachs, le attività in oro detenute presso la Fed di New York sono diminuite di 40 tonnellate, mentre quelle presso la Banca d'Inghilterra sono aumentate di 46 tonnellate.
È stato inoltre segnalato che la Banca Centrale dei Paesi Bassi ha trasferito a Londra un totale di 86 tonnellate di oro da New York e Ottawa in un periodo di sei mesi. È stato sottolineato che questi trasferimenti non generano una nuova domanda di oro, ma rappresentano un cambiamento nel luogo di stoccaggio delle riserve esistenti.
Fonte della notizia: 12punto