Sui mercati globali, i prezzi del petrolio hanno ripreso a salire bruscamente a causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni riguardanti la sicurezza degli approvvigionamenti. Il prezzo al barile del petrolio Brent, che in mattinata veniva scambiato intorno ai 105 dollari, è arrivato a toccare i 109,69 dollari nel corso della giornata.
Mentre il rialzo del Brent ha superato il 3,5% avvicinandosi al 4%, anche il prezzo al barile del greggio West Texas Intermediate (WTI) ha superato la soglia dei 100 dollari. Questo movimento dei prezzi del petrolio ha riportato al centro dell'attenzione le aspettative di nuovi rincari per i prezzi dei carburanti in Turchia.

Nelle analisi di mercato, viene sottolineato che la possibilità che la tensione politica e militare in Medio Oriente si estenda a una regione più ampia sta aumentando le preoccupazioni relative alle rotte di spedizione e di approvvigionamento del petrolio. Anche le perdite di produzione giornaliera causate dagli uragani e dalle tempeste che hanno colpito la produzione petrolifera statunitense nel Golfo del Messico sono indicate tra i fattori che spingono i prezzi verso l'alto.
In Turchia, dove i tassi di cambio rimangono elevati, il rapido aumento dei prezzi del greggio sta incrementando la pressione sui prezzi alla pompa. Secondo le quotazioni della prima metà di ottobre, nelle grandi città la benzina viene venduta a una media di 85 TL al litro, mentre il diesel si attesta sui 96 TL al litro.
Si valuta che, qualora l'aumento dei prezzi del petrolio dovesse diventare persistente, potrebbero essere presi in considerazione nuovi adeguamenti dei prezzi per benzina e diesel. Viene inoltre espresso che i possibili rincari potrebbero colpire non solo i proprietari di veicoli, ma anche i prodotti di consumo di base, a partire dagli alimentari, attraverso l'aumento dei costi di trasporto e logistica.
Fonte della notizia: 12punto