Il boicottaggio colpisce EspressoLab: ingenti perdite nel fatturato degli ultimi 2 mesi
La catena di caffetterie locale EspressoLab, finita nel mirino dopo l'appello al boicottaggio lanciato dal CHP in seguito all'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, ha annunciato un calo del fatturato del 22% in due mesi.
Nell'ambito dell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Istanbul il 19 marzo nei confronti della Municipalità Metropolitana di Istanbul (İBB), il sindaco Ekrem İmamoğlu e alcuni funzionari comunali erano stati posti in stato di fermo; successivamente, İmamoğlu era stato arrestato e condotto in carcere.
In seguito a questi sviluppi, in tutta la Turchia si sono sollevate proteste su vasta scala e il presidente del CHP, Özgür Özel, durante il comizio di Saraçhane, aveva fatto i nomi di alcune aziende invitando al boicottaggio.
La catena di caffetterie locale EspressoLab, uno dei marchi menzionati nella lista del boicottaggio, ha condiviso con l'opinione pubblica gli effetti economici riscontrati nel corso dei due mesi.
“ABBIAMO SUBITO UNA PERDITA DI FATTURATO DEL 22%”
Il proprietario di EspressoLab, Esat Kocadağ, in una dichiarazione rilasciata a Patronlar Dünyası, ha affermato di aver subito una grave contrazione economica dal 19 marzo, dichiarando: “L'effetto del boicottaggio è stato chiaramente visibile. Abbiamo registrato un calo del fatturato del 22%”.
“IL MARCHIO STRANIERO VIENE APPLAUDITO, L'AZIENDA LOCALE VIENE ESCLUSA”
Kocadağ ha affermato che il processo in corso ha aperto la strada non solo a un dibattito economico, ma anche morale. Raccontando che un'azienda di caffè straniera concorrente ha fatto applaudire i propri dipendenti dicendo “Oggi abbiamo superato EspressoLab”, Kocadağ ha aggiunto: “Mentre si cerca di far uscire un'azienda di caffè locale dalle università, i marchi stranieri vengono accolti con gioia. Non so come si possa spiegare la logica di tutto ciò, né politicamente né secondo coscienza. Noi rappresentiamo il caffè, i lavoratori e gli investimenti di questo Paese. Tuttavia, siamo noi a finire nel mirino”.
Fonte della notizia: 12punto
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