Nuovi sviluppi nel processo a Seçil Erzan. Respinto il ricorso

Il 4° Tribunale di Pace di Istanbul ha respinto il ricorso presentato da 13 parti lese nel caso di frode noto all'opinione pubblica come il "fondo segreto ad alto rendimento", in merito alla decisione di non procedere per il reato di "appropriazione indebita bancaria".

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Müslim SARIYAR/12punto.com.tr

Il processo contro l'ex direttrice di filiale della Denizbank, Seçil Erzan, accusata di aver truffato noti personaggi del mondo del calcio creando un fondo immaginario che prometteva rendimenti elevati, continua a occupare l'agenda della Turchia.

Nel caso del "fondo segreto ad alto rendimento", per il quale si richiede una condanna fino a 226 anni di carcere per Erzan, il tribunale ha respinto il ricorso presentato da 13 parti lese contro la decisione di non procedere per il reato di "appropriazione indebita bancaria".

È stato valutato il ricorso contro la decisione di non procedere, che era stata emessa in conformità con la disposizione dell'Agenzia di Regolamentazione e Vigilanza Bancaria (BDDK) secondo cui "non vi è luogo a procedere con istanza scritta".

Il 4° Tribunale di Pace di Istanbul ha deciso di respingere il ricorso.

Nella decisione, in cui si afferma che l'avvio di indagini e procedimenti giudiziari per i reati specificati nella Legge Bancaria è subordinato alla condizione che la BDDK o il Fondo di Assicurazione dei Depositi di Risparmio presentino una richiesta scritta alla procura, è stato sottolineato che tale questione costituisce una condizione procedurale.

Nella sentenza, ricordando la decisione della procura del 19 ottobre di non procedere ulteriormente, si è precisato che, a fronte della nota della BDDK secondo cui "non vi è luogo a procedere con istanza scritta ai sensi dell'articolo 162 della Legge", la condizione procedurale non si è verificata e il ricorso è stato ritenuto infondato.

IL RICORSO ERA STATO PRESENTATO DAGLI AVVOCATI DI 13 PARTI LESE

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, il ricorso era stato presentato dagli avvocati di 13 parti lese contro la decisione di non procedere per il reato di "appropriazione indebita bancaria" nei confronti di 11 sospettati, tra cui Seçil Erzan, basata sulla disposizione della BDDK secondo cui "non vi è luogo a procedere con istanza scritta".

Gli avvocati delle parti lese Burhan Taşpolat, Bülent Çeviker, Emrah Çolak, Emre Belözoğlu, Emre Çolak, Evrim Pınar Güzel, Musa Mert Çetin, Nestor Fernando Muslera, Selçuk İnan, Uğur Gözaçan, Volkan Bahçekapılı, İbrahim Kocabaldır e İsmail İbrahim Çağlar si erano rivolti al Tribunale di Pace di Istanbul chiedendo l'annullamento della decisione di non procedere.

A seguito di tale richiesta, la procura inquirente aveva inviato la decisione di non procedere e il fascicolo, composto da 12 volumi, al Tribunale di Pace di Istanbul.

DALL'ATTO D'ACCUSA

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, si registra che l'imputata Seçil Erzan lavorava come direttrice in una filiale bancaria a Levent e che, basandosi su un rapporto di fiducia personale, aveva ottenuto 2 milioni di dollari dalla parte lesa Bülent Çeviker, promettendogli di restituirglieli con un alto rendimento.

Nell'atto d'accusa si afferma che alla parte lesa Bülent Çeviker era stata consegnata documentazione scritta in cambio del denaro, ma che in seguito Çeviker, pur cercando di contattare Erzan, non vi era riuscito, aveva segnalato la situazione alla banca, la quale aveva avviato un'indagine e presentato una denuncia contro Erzan.

Nell'atto d'accusa si spiega che l'imputata Erzan, con questo metodo, ha convinto le parti lese, tra cui calciatori, imprenditori e persone di varie professioni, a investire denaro dicendo loro che esisteva un fondo affidabile ad alto rendimento e che nomi noti al pubblico come Fatih Terim e Hakan Ateş erano inclusi in questo fondo, mentre in realtà è stato accertato che un tale fondo non è mai esistito.

Nell'atto d'accusa si rileva che Erzan, in relazione al denaro fornito dalle parti lese, ha creato documenti falsi, apponendo su di essi il timbro della banca e una firma autografa, consegnandoli alle parti lese e agendo con l'intento di frodare.

SI RICHIEDE UNA CONDANNA FINO A 226 ANNI PER SEÇİL ERZAN

Nell'atto d'accusa, in cui si richiede per l'imputata Erzan una condanna da 69 a 226 anni di carcere per i reati di "falsificazione di documenti privati" e "truffa aggravata commessa da persone che sono dirigenti di società o che agiscono per conto di società durante le loro attività commerciali, o da dirigenti di cooperative nell'ambito delle attività della cooperativa", si richiede che gli imputati Ali Yörük, Kerem Can, Hüseyin Eligül, Nazlı Can, Atilla Yörük e Asiye Öztürk vengano condannati a pene detentive variabili tra i 3 e i 65 anni per gli stessi reati.

Dopo che la 41ª Corte d'Assise di Istanbul ha accettato l'atto d'accusa, i 7 imputati, di cui 4 in custodia cautelare, sono comparsi davanti al giudice il 20 novembre. Il collegio giudicante ha deciso la scarcerazione di 2 imputati detenuti e ha rinviato l'udienza al 12 gennaio 2024.