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I sensori per l'inquinamento atmosferico potranno fornire dati ad alta risoluzione

"In Turchia ci sono circa 360 stazioni di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, ma per un territorio vasto come quello turco questo numero non è sufficiente"

I sensori per l'inquinamento atmosferico potranno fornire dati ad alta risoluzione

Con un progetto condotto sotto la supervisione della Prof.ssa Ülkü Alver Şahin del Dipartimento di Ingegneria Ambientale della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Istanbul-Cerrahpaşa e del Prof. Ali Gelir del Dipartimento di Ingegneria Fisica della Facoltà di Scienze e Lettere dell'Università Tecnica di Istanbul, si punta a sviluppare sensori per la misurazione dell'inquinamento atmosferico utilizzando risorse locali, a costi più contenuti, aumentandone il numero e ottenendo dati a risoluzione più elevata.

IL PROGETTO È STATO AVVIATO PER SVILUPPARE PER LA PRIMA VOLTA IN TURCHIA UN SENSORE PER L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Il progetto "Sviluppo di un'architettura di sensori di gas basata sulla fluorescenza per la misurazione dell'inquinamento atmosferico", sostenuto nell'ambito dei progetti di R&S industriale TÜBİTAK 1501, è stato avviato con l'obiettivo di sviluppare per la prima volta in Turchia un sensore per l'inquinamento atmosferico.

L'esecuzione industriale del progetto, sotto la consulenza di Şahin e Gelir, è affidata a Innovathink Mühendislik.

Şahin ha dichiarato che l'obiettivo principale è sviluppare una tecnologia di sensori di nuova generazione che sia un'alternativa ai sensori importati utilizzati per misurare l'inquinamento atmosferico, più economica e in grado di fornire risultati più rapidi rispetto ai prodotti equivalenti.

Citando i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), secondo cui ogni anno circa 7 milioni di persone perdono la vita a causa di motivi legati all'inquinamento atmosferico, Şahin ha osservato che, sebbene in Turchia vi siano circa 360 stazioni di monitoraggio per tenere traccia di quello che viene definito l'inquinamento invisibile, questo numero non è sufficiente per una geografia vasta come quella turca.

La Prof.ssa Şahin ha aggiunto che, utilizzando i sensori sviluppati, sarà possibile effettuare misurazioni su scala iper-locale e rilevare i gas inquinanti a cui le persone sono direttamente esposte.

BASSO COSTO MA RISULTATI MIGLIORI

Il Prof. Ali Gelir ha affermato che il sensore possiede una tecnologia in grado di rilevare molti componenti gassosi nell'aria e che, nell'ambito del progetto, l'attenzione si è concentrata in particolare sulla misurazione del biossido di azoto e dell'ozono, elementi cruciali per l'inquinamento atmosferico.

Gelir ha condiviso le seguenti informazioni:

"Per la misurazione dell'inquinamento atmosferico vengono utilizzati sensori chimici, ottici e di altro tipo, ma questi presentano alcuni svantaggi in termini di stabilità, durata operativa e costi. Noi stiamo sviluppando un sensore con un metodo diverso che ridurrà al minimo questi svantaggi. Stiamo lavorando su un tipo di sensore basato sulla fluorescenza che mostra prestazioni migliori rispetto ai suoi simili in termini di costi, risposta e durata operativa."

Sottolineando che i sensori devono essere economici per poter effettuare misurazioni ad alta risoluzione spaziale su una vasta area geografica, ma che le tecnologie attualmente in uso hanno costi elevati, Gelir ha affermato che grazie al sensore sviluppato sarà possibile effettuare misurazioni a basso costo, con elevata stabilità e alta risoluzione in molti punti.

IL PROTOTIPO SARÀ PRONTO ENTRO MASSIMO 12 MESI

Sottolineando che il sensore rileverà i gas nell'aria sfruttando la capacità delle strutture molecolari di emettere luce e che, sotto questo aspetto, differisce dagli attuali sensori elettrochimici utilizzati per la misurazione dell'inquinamento atmosferico, Gelir ha dichiarato quanto segue riguardo al processo di produzione:

"La prima fase del lavoro inizia con la sintesi delle molecole. Dopo la sintesi, rivestiamo queste molecole su un supporto speciale. Dopo il rivestimento, segue la fase di essiccazione. Congeliamo il nostro materiale e lo essicchiamo mentre è congelato. Il motivo principale è preservare la porosità. Successivamente c'è la fase di incisione laser. In questa fase, è possibile creare motivi sul sensore, aumentando così la durata operativa del sensore. Nella fase finale, quella dell'imballaggio, il sensore viene inserito in un involucro e, una volta lì, iniziano a essere acquisiti i dati dopo l'interazione con il gas."

Le molecole, i test di laboratorio

Fonte della notizia: AA

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