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Secondo una ricerca, la musica non è solo nutrimento per l'anima! Protegge anche la salute del cervello

Uno studio condotto nel Regno Unito ha rilevato che dedicarsi alla musica aiuta a mantenere la memoria attiva e a proteggere la salute del cervello in età avanzata.

Secondo una ricerca, la musica non è solo nutrimento per l'anima! Protegge anche la salute del cervello

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista "International Journal of Geriatric Psychiatry", gli scienziati dell'Università di Exeter hanno analizzato come invecchia il cervello delle persone che si dedicano alla musica rispetto a chi non lo fa.

Nella ricerca sono stati esaminati gli effetti del suonare uno strumento, cantare, leggere spartiti, ascoltare musica e delle abilità musicali sul cervello umano su un campione di oltre 1100 persone di età compresa tra i 40 e i 68 anni.

CHI SUONA PIANOFORTE E ORGANO HA TRATTO MAGGIORI BENEFICI

I ricercatori hanno confrontato i dati cognitivi di persone che hanno avuto a che fare con la musica nella loro vita e di chi non se ne è mai interessato. I risultati hanno mostrato che le persone che suonano il pianoforte o l'organo hanno tratto maggiori benefici dal dedicarsi alla musica, mentre il solo ascolto non ha avuto lo stesso impatto sulla salute cognitiva.

La ricerca ha rivelato che dedicarsi alla musica aiuta a mantenere la memoria attiva, proteggendo la salute del cervello in età avanzata, e che le persone che leggono regolarmente spartiti possiedono una memoria numerica migliore.

La professoressa Anne Corbett, autrice principale dello studio, in una dichiarazione alla BBC ha affermato di aver applicato test molto precisi per questa ricerca, grazie ai quali sono state esaminate diverse funzioni cerebrali delle persone e l'impatto della musica su di esse. Sottolineando in particolare che suonare uno strumento ha grandi effetti sul cervello, Corbett ha dichiarato: "La ricerca mostra come il rischio di demenza nelle persone possa essere ridotto attivamente e che la musica gioca un ruolo in questa riduzione".

Anche l'organizzazione "Dementia UK", con sede nel Regno Unito, ha affermato che i risultati dello studio hanno effetti positivi sui pazienti affetti da demenza e che questi pazienti utilizzano la musica come mezzo di comunicazione.


Fonte della notizia: AA

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