L'inchiesta sulle scommesse nella Süper Lig si allarga: emerge il nuovo piano del governo
Il fermo di Yasin Kol e del presidente della Commissione Arbitrale (MHK) Ferhat Gündoğdu ha portato la tensione tra la TFF e la procura al centro dell'agenda calcistica.
L'inchiesta in corso nel calcio turco sulle accuse di scommesse e combine ha assunto una nuova dimensione con i recenti fermi e le misure adottate dalla Federcalcio turca (TFF). Dopo il fermo del presidente della Commissione Arbitrale (MHK) Ferhat Gündoğdu, anche quello dell'arbitro Yasin Kol ha reso più evidente la tensione tra la dirigenza della TFF, la procura e le commissioni arbitrali.
Nell'ultimo capitolo dell'inchiesta, ha destato attenzione il fermo di Yasin Kol, noto per la sua vicinanza al presidente della TFF İbrahim Hacıosmanoğlu, con l'accusa di aver effettuato scommesse illegali dopo una partita a Trabzon. Si sostiene che Kol fosse stato retrocesso in passato, per poi tornare ad arbitrare nelle categorie superiori e in partite cruciali durante la presidenza di Hacıosmanoğlu.
AL CENTRO DELL'INCHIESTA CI SONO LA MHK E GLI ARBITRI
Uno dei punti più critici del processo riguarda le accuse rivolte alla Commissione Arbitrale. Il fermo del presidente della MHK Ferhat Gündoğdu è stato motivato da accuse di alterazione dei rapporti arbitrali, pressioni sugli arbitri e conseguente influenza sui risultati delle partite. Queste accuse si sono collocate al centro del dibattito sull'affidabilità sportiva del campionato.

Le indagini sulle scommesse non si limitano solo agli arbitri. Era stato riferito in precedenza che anche alcuni calciatori e dirigenti di club erano coinvolti nei fascicoli, con i nomi di Mert Hakan Yandaş del Fenerbahçe e Metehan Baltacı del Galatasaray finiti al centro dell'attenzione. Era stato comunicato che i due calciatori erano stati rilasciati dopo un breve periodo di detenzione.

Inoltre, viene ricordato che sono stati presi provvedimenti contro i dirigenti dell'Eyüpspor e del Kasımpaşa per accuse legate alle scommesse, con la nomina di amministratori giudiziari per questi club, senza però che le squadre siano state retrocesse sportivamente. Questo quadro ha sollevato il dibattito sulle reali conseguenze delle indagini condotte sotto lo slogan di una "pulizia" nel calcio.
ACCUSE DI TENSIONE TRA TFF E PROCURA
La pubblicazione da parte della TFF di una lista di dirigenti che avrebbero scommesso, tra cui figurano anche esponenti di club della Süper Lig, è emersa come un nuovo punto di crisi nel processo investigativo. L'accusa secondo cui la lista sarebbe stata resa pubblica senza un adeguato coordinamento con la procura o le autorità competenti ha alimentato le interpretazioni su una tensione in corso tra la TFF e gli organi giudiziari che conducono l'inchiesta.
Nelle valutazioni basate su fonti della procura, è stato sostenuto che la lista pubblicata dalla TFF abbia compromesso l'integrità dell'inchiesta. Per questo motivo, il fermo di Yasin Kol è stato interpretato non solo come un atto giudiziario, ma anche come un forte messaggio rivolto al presidente della TFF Hacıosmanoğlu.
Anche il futuro di Hacıosmanoğlu è diventato un altro tema di discussione. Nei corridoi del calcio si ipotizza che il nome di Mustafa Eröğüt abbia iniziato a circolare per la presidenza della TFF. Questa voce non ha ancora trovato riscontro ufficiale, ma l'aspettativa di un cambiamento nella dirigenza della federazione indica che il processo investigativo potrebbe avere anche conseguenze politiche e amministrative.
Allo stato attuale, le designazioni arbitrali in Süper Lig, i dirigenti dei club, le accuse di scommesse e la gestione della federazione vengono discussi come parti dello stesso fascicolo. Come procederanno le indagini, quale posizione assumerà la dirigenza della TFF in questo processo e se verranno prese nuove decisioni contro i club sono tra le domande fondamentali a cui l'opinione pubblica calcistica cerca risposta.
Fonte della notizia: 12punto
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