Nell'ambito dell'indagine sul cosiddetto "Dossier Arbitri", coordinata dalla Procura della Repubblica di Istanbul, sono state fermate 7 persone, tra cui il presidente della Commissione Arbitri (MHK) Ferhat Gündoğdu.
È stato riferito che l'indagine riguarda le accuse di "falsificazione di documenti ufficiali" e "maltrattamenti", e che l'operazione è stata condotta simultaneamente in 4 province. In seguito ai fermi, sono tornate al centro del dibattito pubblico calcistico le dichiarazioni rilasciate l'anno scorso dall'ex presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, dopo il suo incontro con il presidente della Federcalcio turca (TFF), İbrahim Hacıosmanoğlu.
All'epoca, Koç aveva dichiarato di aver trasmesso alla dirigenza della TFF le sue accuse riguardanti il mondo arbitrale, sollevando questioni relative a falsificazione di documenti, condivisione delle domande d'esame e manipolazioni, oltre a denunciare favoritismi verso alcuni arbitri e atti di mobbing nei confronti di altri.
Ali Koç aveva inoltre usato toni più duri nei confronti della gestione della MHK, sostenendo che venissero esercitate pressioni su alcuni arbitri. Koç aveva precisato che spettava alla federazione decidere se indagare o meno su tali accuse.
"Ora mi rivolgo apertamente a tutta la Turchia. Finché il mio cuore batterà in questo corpo, tutto il Paese vedrà, in un modo o nell'altro, chi è il signor Ferhat Gündoğdu, cosa rappresenta e cosa è. Perché le cose non possono andare avanti così."

Fonte della notizia: 12punto