Le scoperte del team del Citizen Lab dell'Università di Toronto hanno dimostrato che i sistemi di aste automatiche utilizzati nella pubblicità online possono essere trasformati in strumenti per operazioni di sorveglianza informatica. L'indagine è stata approfondita in seguito al rilevamento di un traffico di rete insolito sugli smartphone dei dipendenti di Al Jazeera.
Secondo la ricerca, l'azienda di tecnologia pubblicitaria con sede in Israele, Discover-Tech, ha manipolato i sistemi RTB, noti come aste pubblicitarie in tempo reale, per raccogliere dati sugli indirizzi IP, sulle informazioni di geolocalizzazione e sulle identità digitali degli obiettivi. È stato specificato che in questo processo non è necessario che l'utente clicchi sull'annuncio o scarichi alcun file.

IL RISCHIO CHE SI ATTIVA SENZA CLIC
Nell'analisi del Citizen Lab, è stato riferito che l'architettura dell'attacco opera con un metodo definito nella letteratura sulla sicurezza informatica come "zero-click". Di conseguenza, la visualizzazione del codice pubblicitario dannoso nel browser o sullo schermo dell'applicazione per un breve periodo può essere sufficiente per avviare il processo di infezione sul dispositivo target.
Nell'indagine è stato segnalato che sono state sfruttate vulnerabilità di sicurezza non corrette e che nell'operazione è stato utilizzato lo spyware appartenente a Candiru. È stato affermato che tale software è in grado di accedere a e-mail, messaggi crittografati, foto e cookie del browser, nonché di attivare da remoto microfono e fotocamera.
Miliardi di record di aste analizzati nell'ambito della ricerca hanno rivelato che la rete in questione era attivamente presente in 75.373 applicazioni Android e iOS, oltre che in 120.768 siti web. È stato indicato che tra le reti in cui venivano visualizzati gli annunci finalizzati allo spionaggio figuravano istituzioni come il Pentagono, la NATO, le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
È stato inoltre riferito che piattaforme con un'ampia base di utenti come Yahoo, BBC, New York Times, Duolingo, AccuWeather e Grindr facevano parte di questo ecosistema pubblicitario. Dopo la pubblicazione del rapporto, è stato annunciato che Google ha bloccato l'accesso di Discover-Tech ai suoi exchange pubblicitari.
Secondo gli esperti, il caso dimostra che la pubblicità online può diventare un'infrastruttura rischiosa non solo per il targeting commerciale, ma anche per tecniche avanzate di sorveglianza e attacchi informatici. I risultati hanno riportato all'ordine del giorno la necessità di trasparenza e controllo nelle tecnologie pubblicitarie.
Fonte della notizia: 12punto