L'autrice principale dello studio, Lauren Ellis, ha dichiarato: “Comprendere come gli insetticidi influenzino la concentrazione di sperma negli esseri umani è di fondamentale importanza, data la loro ampia diffusione nell'ambiente e i rischi riproduttivi documentati. Gli insetticidi rappresentano un problema di salute pubblica”.
I dati ottenuti da ricerche passate sono stati armonizzati tenendo conto dei limiti degli studi. Sono stati utilizzati i dati relativi a 1774 uomini adulti che hanno partecipato a 21 studi e che sono stati esposti ai due gruppi di insetticidi più utilizzati (organofosfati e N-metil carbammati).
Indipendentemente dalle dimensioni delle ricerche, in ogni studio è stato osservato un calo della concentrazione di spermatozoi negli uomini. È stato inoltre specificato che gli uomini coinvolti vivevano in Nord e Sud America, Europa e Asia. Ciò significa che il processo sta colpendo l'umanità a livello globale.
CALO A 49 MILIONI
La ricerca ha inoltre evidenziato un calo nella qualità dello sperma. In uno studio condotto nel 2022, è stato indicato che nel 1973 il numero di spermatozoi negli uomini non sterili era di 101,2 milioni, cifra scesa a 49 milioni nel 2018. 49 milioni rientrano nell'intervallo di concentrazione spermatica “normale” definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Esistono anche altri fattori che influenzano il numero e la qualità dello sperma. Fattori come lo stress e l'inquinamento atmosferico riducono il numero e la qualità dello sperma sia negli esseri umani che negli animali. I ricercatori sottolineano la necessità di esaminare gli effetti neurotossici dei principi attivi utilizzati negli insetticidi.
Fonte della notizia: 12punto