Alcuni ceppi del batterio Shigella, che può causare diarrea, vomito, febbre e dolori addominali, sono diventati una priorità di salute pubblica negli Stati Uniti e nel Regno Unito, sia per la loro maggiore diffusione attraverso il contatto sessuale, sia per aver sviluppato resistenza agli antibiotici.
Il batterio, che solitamente si trasmette attraverso il consumo di acqua e cibo contaminati o tramite contatto ravvicinato in ambienti con scarse condizioni igieniche, è diventato negli ultimi anni più visibile anche tra le infezioni sessualmente trasmissibili. Gli esperti sono preoccupati dal fatto che alcuni ceppi, circolanti in particolare in determinate reti di contatti sessuali, siano resistenti a più antibiotici.
AUMENTO DEI CEPPI RESISTENTI
Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti, ogni anno circa 450 mila persone nel Paese contraggono un'infezione da Shigella. In uno studio del CDC che ha esaminato circa 17 mila campioni raccolti tra il 2011 e il 2023, è stato rilevato un aumento significativo della percentuale di ceppi considerati resistenti a cinque antibiotici comunemente utilizzati.
La ricerca ha evidenziato che, mentre nel 2011 non sono stati riscontrati batteri appartenenti a questo gruppo, nel 2023 la percentuale è salita all'8,5%. Il fatto che la maggior parte delle persone colpite da infezioni resistenti siano uomini adulti e che una parte significativa dei pazienti non abbia viaggiato all'estero di recente, sono tra gli elementi che indicano come la diffusione non sia legata esclusivamente ai viaggi.
Stiamo assistendo a una sorta di esplosione del batterio nella comunità.
Secondo i dati del CDC, oltre un terzo dei pazienti colpiti da infezioni multiresistenti ai farmaci è stato ricoverato in ospedale. Sebbene la maggior parte delle infezioni guarisca in circa una settimana senza necessità di trattamento antibiotico, la riduzione delle opzioni terapeutiche nei casi gravi rappresenta un rischio.
Anche gli studi nel Regno Unito indicano un quadro simile. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Infectious Diseases, di cui Kate Baker dell'Università di Cambridge è autrice senior, tra il 2015 e il 2020 il tasso di crescita annuale della diffusione di Shigella legata al contatto sessuale è stato superiore del 15% rispetto alla diffusione causata da viaggi, cibo o asili nido.
Anche l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) ha annunciato che, nei campioni esaminati nel 2025, è stata rilevata resistenza agli antibiotici nell'86% dei batteri Shigella sonnei e nel 94% dei batteri Shigella flexneri. L'ente sottolinea inoltre che queste percentuali non significano che i batteri siano resistenti a tutti gli antibiotici.
MODALITÀ DI TRASMISSIONE E PREVENZIONE
La Shigella si trasmette quando i batteri presenti nelle feci di una persona infetta raggiungono la zona orale di un'altra persona. Ciò può avvenire attraverso cibo o acqua contaminati, lavaggio insufficiente delle mani o il trasferimento di batteri di origine fecale nella zona orale durante il contatto sessuale. La trasmissibilità del batterio è elevata; in alcuni casi, l'ingresso nel corpo di un numero molto esiguo di batteri può causare l'infezione.
I sintomi della malattia includono diarrea grave, vomito, febbre e dolori addominali. In alcuni casi possono svilupparsi conseguenze gravi come diarrea sanguinolenta, grave disidratazione, infezioni del flusso sanguigno, shock e complicazioni neurologiche. Tra i gruppi a rischio figurano i bambini sotto i cinque anni, le persone che viaggiano in regioni con scarse condizioni igieniche, i senzatetto e gli individui appartenenti ad alcune reti di contatti sessuali.
Gli scienziati stanno anche indagando sul perché lo sviluppo di resistenza sia più marcato nei ceppi di Shigella diffusi per via sessuale. Una possibilità è che gli antibiotici utilizzati per il trattamento di altre infezioni sessualmente trasmissibili colpiscano anche i batteri Shigella nell'intestino, preparando il terreno per la selezione di ceppi resistenti. Tuttavia, i ricercatori precisano che occorre cautela nel stabilire un rapporto diretto di causa-effetto per questo meccanismo.
Il CDC e il Dipartimento della Salute Pubblica della California raccomandano, per ridurre il rischio, di lavare le mani e la zona genitale con sapone prima e dopo il contatto sessuale, di pulire i sex toy e di utilizzare preservativi e barriere orali. Le autorità della California consigliano inoltre di evitare contatti sessuali con persone che hanno avuto diarrea nelle ultime due settimane. Si raccomanda alle persone che sospettano un'infezione da Shigella di sottoporsi a test e, se necessario, di rivolgersi a una struttura sanitaria.
Fonte della notizia: 12punto