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La reazione di Tuğrul Türkeş all'uscita di Mehmet Uçum sulla CEDU: 'Un blackout mentale'

Il deputato dell'AKP di Ankara, Tuğrul Türkeş, si è opposto alle discussioni sul ritiro dalla CEDU dopo la sentenza Kavala, sottolineando l'importanza del diritto.

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Pubblicato: 29.08.2026 15:38 Aggiornato: 29.08.2026 15:38
La reazione di Tuğrul Türkeş all'uscita di Mehmet Uçum sulla CEDU: 'Un blackout mentale'

Il deputato dell'AKP di Ankara, Tuğrul Türkeş, ha reagito alle discussioni sul ritiro dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), tornate d'attualità dopo la sentenza "Kavala n. 2" emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) riguardo a Osman Kavala.

Pubblicando una dichiarazione scritta intitolata "Sulla politica giuridica della Turchia in merito alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo", Türkeş ha criticato le discussioni sorte in seguito alle valutazioni del consigliere capo del Presidente, Mehmet Uçum, nei confronti della CEDU. Türkeş ha ricordato che i legami della Turchia con il Consiglio d'Europa e la CEDU risalgono a molti anni fa, sottolineando che tali conquiste non dovrebbero essere ignorate.

Affermando che la Turchia è membro del Consiglio d'Europa e parte della CEDU da oltre 70 anni, Türkeş ha ricordato che il diritto di ricorso individuale è stato accettato nel 1987, mentre la giurisdizione obbligatoria della CEDU è stata riconosciuta nel 1990.

LA REAZIONE: "BLACKOUT MENTALE"

Türkeş ha dichiarato che la Turchia, a causa della sua posizione geografica, del suo background storico e dei suoi interessi geopolitici, è costretta a perseguire una politica estera multidimensionale. Sottolineando che le relazioni con l'Europa sono uno degli elementi indispensabili di questa politica, Türkeş ha affermato che temi come l'Unione Europea, la CEDU e la Corte europea dei diritti dell'uomo non possono essere trattati come se fossero irrilevanti.

Secondo Türkeş, ignorare l'esperienza accumulata in questo campo potrebbe comportare rischi di instabilità giuridica, economica e politica a lungo termine. Il deputato dell'AKP ha definito un simile approccio "un vero e proprio blackout mentale".

Nella sua dichiarazione, ponendo l'accento sul diritto e sulla giustizia, Türkeş ha affermato che un ordine giuridico che funzioni equamente per tutti è una condizione fondamentale per lo sviluppo, il benessere e il progresso sociale. Sostenendo che casi come quello di Osman Kavala e simili possano essere risolti all'interno delle norme giuridiche vigenti, attraverso il "diritto nazionale", Türkeş ha espresso l'opinione che non vi sia bisogno dell'intervento di autorità esterne.

Türkeş ha affermato che, se l'attuale Costituzione e le leggi venissero applicate a tutti in modo equo, giusto e trasparente, tali problemi potrebbero non verificarsi, aggiungendo che questo è stato il motivo per cui ha intrapreso iniziative in merito circa due anni fa.

Sottolineando che le decisioni giuridiche dovrebbero essere valutate al di fuori delle discussioni politiche e ideologiche, Türkeş ha affermato che la questione non riguarda solo Osman Kavala, ma che il tema principale è l'aspettativa di giustizia di tutti i cittadini della Repubblica di Turchia. Türkeş ha definito l'ipotesi che la Turchia rinunci a far parte della CEDU come "una follia", e ha descritto il fatto che tale possibilità venga espressa da persone che ricoprono alte responsabilità come un "assurdo kafkiano".


Fonte della notizia: 12punto

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Tuğrul Türkeş Mehmet Uçum CEDU CEDU Osman Kavala Consiglio d'Europa AKP