Il deputato di Ankara del partito DEVA, İdris Şahin, in una dichiarazione scritta relativa ai rapporti di audit del 2025 della Corte dei Conti (Sayıştay), ha affermato che i risultati emersi non riflettono "quadri rosei", bensì evidenziano problemi di controllo nella pubblica amministrazione.
Şahin ha dichiarato che, nei bilanci 2025 della Presidenza, le spese autorizzate hanno superato i 15 miliardi e 808 milioni di lire, sottolineando che tale cifra equivale a una spesa di circa 43,3 milioni di lire per ogni giorno dell'anno e di oltre 30 mila lire al minuto.
"Mentre il popolo conta ogni centesimo, lo Stato non può permettersi alcuna incertezza nei propri conti", ha affermato Şahin, sottolineando che i risultati della Corte dei Conti non sono un testo di propaganda politica, ma rapporti di audit ufficiali presentati alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM).
HA RICHIAMATO L'ATTENZIONE SUI REGISTRI DI DORMITORI, SANITÀ E AGRICOLTURA
Nella sua dichiarazione, Şahin ha sollevato anche questioni relative alla sicurezza dei dormitori, ai registri agricoli e ai servizi sanitari. Ricordando il rilievo della Corte dei Conti secondo cui in alcuni dormitori gli studenti sono stati alloggiati senza l'ottenimento dell'abitabilità, Şahin ha sottolineato l'importanza di tale aspetto in relazione al rischio di incendi.
Facendo riferimento ai risultati relativi ai registri TÜRKVET, Şahin ha riferito che mancano le registrazioni obbligatorie delle vaccinazioni per circa 2,5 milioni di bovini e 35 milioni di ovini, e che solo il 51% dei crediti derivanti dalle applicazioni di vaccini e marchi auricolari, pari a 3,56 miliardi di lire, è stato riscosso.
Per quanto riguarda i registri in ambito sanitario, Şahin ha ricordato i rilievi secondo cui, per alcuni pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono state create registrazioni di visite presso le unità di medicina di famiglia nello stesso arco temporale, affermando che tali registrazioni si riferirebbero a servizi sanitari non effettivamente erogati. Ha inoltre dichiarato che, in 17 ospedali cittadini, i processi di completamento finale non sono stati conclusi nonostante siano passati due anni dal certificato di completamento effettivo.
Muovendo critiche anche in merito agli appalti pubblici, Şahin ha sostenuto che si è fatto ricorso alla procedura negoziata senza che ne sussistessero le condizioni legali, che è stato utilizzato l'affidamento diretto laddove si sarebbe dovuto procedere con una gara d'appalto e che i limiti sono stati superati senza ottenere il parere favorevole dell'Autorità per gli Appalti Pubblici.
Non guardate alla Turchia raccontata dai podi, ma ai verbali redatti dagli stessi revisori dello Stato. Perché il quadro delineato dalla Corte dei Conti non coincide con il quadro della Turchia dipinto dal governo.
Şahin ha affermato che le conseguenze di ogni lacuna nei controlli si riflettono sulla vita dei cittadini, sottolineando che lo Stato ha l'obbligo di garantire la sicurezza degli studenti nei dormitori, dei pazienti negli ospedali, del lavoro nella produzione e delle risorse pubbliche attraverso le tasse.
Fonte della notizia: 12punto