Il vicepresidente del gruppo parlamentare Murat Emir ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito al processo discusso nell'opinione pubblica come "crisi dei fondi". Emir ha affermato che le dichiarazioni provenienti dal fronte governativo, invece di chiarire le accuse, hanno sollevato nuovi interrogativi.
Emir, in una dichiarazione sul suo account X, ha osservato che si parla di una truffa da 187 miliardi e 653 milioni di lire attraverso i fondi Tera, Pusula e Hedef, e che sono stati menzionati un totale di 214 attori, di cui 141 persone fisiche e 73 persone giuridiche.
Interrogandosi sulla base legale del metodo emerso come "rimborso volontario", Emir ha commentato: "Non potete trasformare il sistema giudiziario dello Stato in un mediatore o in un ufficio di recupero crediti per gli autori di crimini organizzati".
DEVE ESSERE PAGATO ALMENO IL DOPPIO
Emir, sostenendo che finora non sia stato reso noto chi abbia effettuato rimborsi e in quale misura, ha chiesto che venga annunciato pubblicamente se siano stati applicati il congelamento dei conti e il sequestro dei beni immobili nei confronti dei 214 attori ai sensi dell'articolo 128 del Codice di procedura penale (CMK). Emir ha inoltre chiesto se sia stato nominato un amministratore giudiziario per le 73 società.
Facendo riferimento all'articolo 107/3 della Legge sui mercati dei capitali, Emir ha dichiarato che, per beneficiare del pentimento attivo, dovrebbe essere versato direttamente al Tesoro almeno il doppio del profitto ottenuto. Ha affermato che un pagamento effettuato dopo l'apertura di un'indagine ufficiale non eliminerebbe la pena, ma potrebbe solo fornire una riduzione.
Nella sua dichiarazione, Emir ha posto la domanda: "Chi c'è nel consorzio criminale di 214 persone, da chi sono protetti i colpevoli?" e ha chiesto che venga chiarito se la struttura che va dalla gestione dei fondi agli intermediari sia oggetto di indagine per truffa aggravata e criminalità organizzata.
Fonte della notizia: 12punto