La controversia riguardante le accuse sui fondi in cui compare il nome dell'ex ministra ed esponente dell'AKP Fatma Betül Sayan Kaya si sta intensificando con nuove affermazioni relative al processo di deposizione e al rimborso del denaro. Nella denuncia presentata all'inizio della settimana dal Partito Comunista di Turchia (TKP) contro Kaya e le persone coinvolte nel fascicolo, sono state mosse una serie di accuse ai sensi della normativa sui mercati dei capitali e del Codice Penale turco.
La denuncia include capi d'imputazione quali "abuso di informazioni privilegiate", "manipolazione del mercato", "frode aggravata", "traffico di influenze", "abuso d'ufficio", "costituzione di un'organizzazione a delinquere" e "riciclaggio di proventi da reato". Le accuse non sono ancora state confermate da una sentenza giudiziaria.
Uno dei punti discussi nel fascicolo riguarda anche il denaro che sarebbe stato rimborsato. Inizialmente si è parlato di un rimborso di 2,2 miliardi di lire, mentre in seguito è stato sostenuto che l'importo restituito fosse di 1 miliardo e 860 milioni di lire. Nelle stesse indiscrezioni, è stato precisato che il capitale principale ammontava a 163 milioni di lire e che la parte restante è oggetto di una disputa sugli interessi maturati.
Dopo le notizie riguardanti l'autorizzazione a procedere contro Kaya, è stato riferito che Kaya e suo marito hanno reso testimonianza in tribunale, ma se ne sono andati poco dopo senza che venisse applicata alcuna misura di custodia cautelare. Questo iter è finito al centro delle critiche, venendo paragonato ai metodi utilizzati nelle indagini contro figure dell'opposizione.
ACCUSE INTERNE ALL'AKP ALL'ORDINE DEL GIORNO
Un altro tema che alimenta la discussione sono le tensioni che si dice stiano emergendo all'interno dell'AKP. Il giornalista Hadi Özışık, in merito al suo incontro con Kaya, ha dichiarato: "La donna mi ha detto questo. Ma chi l'ha coinvolta, chi l'ha incoraggiata, qual era il suo vero scopo, abbiamo parlato di tutto questo. Ma quella conversazione andrà nella tomba insieme a me".
Anche l'editorialista di Nefes, Deniz Zeyrek, ha riportato indiscrezioni secondo cui Kaya avrebbe confidato alla sua cerchia che, in caso di deposizioni o di un processo, potrebbe rivelare i nomi di altre persone coinvolte nel fascicolo. Zeyrek ha interpretato questa situazione come una "minaccia velata".
Si afferma che Kaya abbia chiesto di essere sollevata dal suo incarico nell'AKP durante il processo, e che successivamente sia stata rimossa dai gruppi di comunicazione interni al partito e dalla lista degli iscritti. Il fascicolo mantiene il suo posto nell'agenda politica sia per la sua dimensione giuridica che per le possibili ripercussioni all'interno del partito di governo.
Fonte della notizia: 12punto