Appello del CHP al Parlamento turco: richiesta di giustizia per Esila Ayık
I deputati del CHP hanno presentato un ricorso alla Commissione parlamentare per l'esame dei diritti umani affinché la studentessa universitaria Esila Ayık, arrestata a Kadıköy per aver esposto uno striscione con la scritta "Dittatore Erdoğan" e alle prese con gravi problemi di salute, venga processata a piede libero.
I deputati del Partito Repubblicano del Popolo (CHP) hanno presentato un ricorso alla presidenza della Commissione parlamentare per l'esame dei diritti umani affinché Esila Ayık, studentessa universitaria arrestata durante un evento a Kadıköy a cui partecipavano migliaia di studenti per aver sollevato un cartello con la scritta "Dittatore Erdoğan", venga processata a piede libero, citando i suoi problemi di salute e l'impedimento al suo diritto allo studio.
Nel ricorso si legge: "La studentessa, che non presenta pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, non è accusata di reati catalogati come gravi, ha una residenza fissa e studia in Belgio con una borsa di studio, deve poter partecipare ai suoi prossimi esami. Secondo le decisioni della Corte di Cassazione e le norme sui diritti umani, l'espressione 'dittatore' rientra nell'ambito della critica aspra e non costituisce reato di ingiuria".
I membri del CHP della Commissione parlamentare per l'esame dei diritti umani, i deputati Sezgin Tanrıkulu (Diyarbakır), Enis Berberoğlu (Istanbul), Rıfat Nalbantoğlu (Izmir), Harun Özgür Yıldızlı (Kocaeli), Mahmut Tanal (Şanlıurfa) e Tekin Bingöl (Ankara), hanno presentato istanza alla presidenza della Commissione per la studentessa Esila Ayık, detenuta nonostante soffra di malattie croniche cardiache e renali.

"PIÙ VOLTE RICOVERATA IN OSPEDALE, LE SUE CONDIZIONI DOCUMENTATE DA REFERTI MEDICI"
Nel ricorso, che richiama l'attenzione sulle condizioni di salute e sul percorso di studi di Esila Ayık, si afferma quanto segue:
"Esila Ayık, che l'8 aprile 2025 ha partecipato all'evento della Solidarietà Giovanile di Kadıköy, è stata arrestata nella notte tra l'8 e il 9 aprile presso l'abitazione di un amico, pur non essendo a conoscenza di alcuna denuncia, con l'accusa di aver sollevato e fotografato uno striscione caduto a terra con la scritta 'Dittatore Erdoğan'. Il giorno successivo è stata deferita al tribunale con richiesta di arresto e condotta presso l'Istituto penitenziario chiuso femminile di Bakırköy. La giovane, affetta da un'anomalia cardiaca congenita e da una sindrome nefrosica cronica, ha visto aggravarsi le proprie condizioni di salute a causa della detenzione in una cella sovraffollata e con problemi igienici, venendo ricoverata più volte in ospedale; l'insufficienza aortica è peggiorata e l'intero quadro clinico è documentato da referti medici.
La studentessa, che non presenta pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, non è accusata di reati catalogati come gravi, ha una residenza fissa e studia in Belgio con una borsa di studio, deve poter partecipare ai suoi prossimi esami. Secondo le decisioni della Corte di Cassazione e le norme sui diritti umani, l'espressione 'dittatore' rientra nell'ambito della critica aspra e non costituisce reato di ingiuria. L'opposizione alla detenzione non ha avuto esito a causa di un difetto di competenza. Per questo motivo, è necessario che vengano garantite le condizioni affinché Esila Ayık possa essere processata a piede libero e proseguire i suoi studi."
Fonte della notizia: 12punto
I piu letti
Pubblicate le prime immagini di gameplay ufficiali di GTA 6: il dettaglio sui sottotitoli in turco
Emergono i dettagli del libro distribuito agli studenti della scuola estiva TÜGVA
La protesta di Dilek İmamoğlu contro i politici: 'Restano indifferenti'
Svelati i prezzi della nuova Mercedes-Maybach Classe S
Perché Ebrar Karakurt non è in nazionale?
Annunciate le 20 compagnie aeree con il maggior numero di voli
Attacco in una scuola in Germania: 2 morti, 1 sospettato in custodia
Attacco armato al figlio dell'ex ministro Mehmet Ali Yılmaz
Allarme per il virus del Nilo occidentale in Grecia
Dalla presidenza (Beştepe) la smentita sulle voci di una 'revisione del sistema': 'Non è all'ordine del giorno'