All'Assemblea Generale della TBMM si è discusso degli sviluppi nei mercati dei capitali, noti all'opinione pubblica come "crisi dei fondi". Dopo l'informativa del Vicepresidente Cevdet Yılmaz, i dirigenti del Gruppo Yeni Yol hanno preso la parola criticando il governo e le istituzioni pubbliche competenti.
Il presidente del Gruppo Yeni Yol, Mehmet Emin Ekmen, insieme ai vicepresidenti del gruppo Bülent Kaya e Selçuk Özdağ, ha sostenuto che il processo non debba essere lasciato esclusivamente ai meccanismi giudiziari o di controllo amministrativo. I dirigenti del gruppo hanno chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta presso la TBMM affinché le accuse vengano esaminate in ogni loro aspetto.
Bülent Kaya ha affermato che quanto accaduto non può essere considerato solo un problema finanziario, sottolineando che la mancanza di controlli, l'influenza politica e i mancati interventi tempestivi hanno avuto gravi conseguenze per i piccoli investitori. Kaya ha riferito che il 17 settembre sono stati liquidati 131 fondi appartenenti a 7 società di gestione del portafoglio, parlando di 455.758 singoli investitori e di un volume economico di 25 miliardi di dollari.
Questo denaro rappresenta per molte persone i risparmi per l'istruzione dei figli, i soldi per la casa, i risparmi per la pensione; è il denaro di molti piccoli investitori che, per sensibilità etica, hanno scelto di non investire in interessi ma in borsa; sono stati truffati in una sola notte.
Kaya ha inoltre criticato l'invito rivolto ai dirigenti dell'AK Parti alla riunione del Comitato di Coordinamento dei Fondi, chiedendo perché gli altri gruppi politici non siano stati convocati. Facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate in precedenza dal Ministero del Tesoro e delle Finanze e dal Ministero della Giustizia, Kaya ha affermato che un'inchiesta parlamentare deve chiarire se le istituzioni pubbliche fossero a conoscenza del processo.
“PICCOLI INVESTITORI TRUFFATI”
Il presidente del Gruppo Yeni Yol, Mehmet Emin Ekmen, ha sostenuto che quanto accaduto non debba essere chiamato "crisi dei fondi" ma "truffa dei fondi". Ekmen, ipotizzando aumenti insoliti in alcuni fondi e azioni, ha chiesto che vengano indagate le responsabilità del Consiglio dei Mercati dei Capitali (SPK), della Borsa di Istanbul, dell'Agenzia di Regolamentazione e Vigilanza Bancaria (BDDK), del MASAK e di altre istituzioni.
Ekmen ha messo in discussione il funzionamento dei meccanismi di controllo con queste parole: "Come è possibile che il sistema che intercetta i miei 30 mila lire non abbia intercettato i loro 30 miliardi di dollari?". Sostenendo che dietro il processo vi sia una struttura composta da persone che traggono profitto dalla politica, dalla burocrazia e dal mercato, Ekmen ha affermato che anche la questione della responsabilità politica non può essere ignorata.
Anche il vicepresidente del gruppo Selçuk Özdağ ha richiamato l'attenzione sulla portata della questione, confrontando la crisi dei fondi con le crisi economiche del passato. Özdağ ha definito l'accaduto "la rapina del secolo" e ha dichiarato che le accuse di manipolazione e guadagni illeciti nelle operazioni su azioni e fondi devono essere esaminate dal Parlamento.
Özdağ, sostenendo che la magistratura e il Consiglio di Controllo dello Stato della Presidenza non sarebbero sufficienti da soli, ha affermato: "La Grande Assemblea Nazionale Turca indagherà". Ha inoltre sottolineato che devono essere chiariti i ruoli di istituzioni come l'SPK, la Borsa di Istanbul, il MASAK, il Ministero del Tesoro e delle Finanze, il Ministero dell'Interno e il Ministero della Giustizia.
L'appello del Gruppo Yeni Yol ha segnalato che il dibattito in Parlamento continuerà sui temi della responsabilità politica, del controllo pubblico e di come verranno risarciti i danni subiti dai piccoli investitori.
Fonte della notizia: 12punto